Avevo 25 anni e avevo appena pubblicato un romanzo scritto a vent’anni, “I buchi del cielo”. Presi contatti con le istituzioni della mia piccola città, nella speranza di far conoscere il mio libro, magari all’interno di eventi già organizzati, magari solo per cinque minuti… Non vidi mai chi era deputato alla diffusione dell’arte e della cultura, mai chi davvero decide, perché tutti inarrivabili.
“Beata te che sei a Roma! Qui la mentalità fa schifo”, mi disse, mentre fissava per me un fantasmatico appuntamento. Aveva ragione, ma la verità è che la mentalità è la stessa in tutta Italia: impegno e dedizione sono spesso ostacolati, arroganza e superficialità vengono premiate. Ne discende un ribaltamento non da poco: chi scrive libri, chi è in fila per un sussidio, chi si impegna ogni giorno, viene giudicato — o aiutato, o respinto — da chi ha passato la vita a vivere di favori e voli di superficie.
[…] Oggi tutto questo non mi schiaccia più: anzi, mi dà la forza, l’energia, la rabbia necessarie per proseguire a scrivere. Lo farò ancora, e ancora. E ancora. E il destino mi sorride, ha un piccolo segreto con me. Mi manda incontro, qua e là, qualche persona di luce, illumina qualche nuovo sentiero. Anime che costruiscono e non temono di guardare le cose in modo diverso. Non migliore, diverso. Qualcuno che crede nella mia scrittura più di quanto io stessa avrei mai potuto immaginare, che sa custodire e la visione critica delle cose e la speranza.
E allora non mi lascerò cambiare, ma neppure mandare fuori strada. È finito il tempo della disillusione e della resa, dell’accettazione incondizionata di questi algoritmi fatali. È giunto il momento del sogno.
Ed è così che, prima o poi, qualche piccolo angolo di mondo inizia a cambiare. L’aria si fa più pulita, i respiri più intensi, la vista più chiara. Un fiore sboccia.
E poi, chissà…
Il 22 maggio vi aspetto a L’Aquila per presentare il mio romanzo “La verità non muore, amore”

