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Come scrivere le conclusioni della tua tesi di laurea

Come scrivere le conclusioni della tua tesi di laurea

Il nostro viaggio sta per terminare. Ti do una mano per capire in che modo valorizzare al meglio tutta la fatica profusa fino ad ora.

1 Qual è il momento giusto per scrivere le conclusioni?
2 Qual è l’obiettivo delle conclusioni?
3 Come scrivere delle conclusioni efficaci in poche pagine?
4 Cosa non può mancare nelle conclusioni?
5 Quale stile va usato per scrivere le conclusioni?

Qual è il momento giusto per scrivere le conclusioni?

La prima cosa da fare per capire come si scrivono le conclusioni della tua tesi è rispondere a questa domanda: l’elaborato l’hai già scritto o sei ancora all’inizio? La domanda è lecita se pensiamo che molti studenti iniziano a scrivere introduzione e conclusioni prima del vero e proprio testo. Questa manovra funziona solo in un caso: qualora tu voglia fissare i tratti salienti del tuo lavoro e gli obiettivi che vuoi raggiungere. Però tieni sempre presente che le conclusioni andranno scritte inevitabilmente a lavoro ultimato. Hai finito di scrivere l’ultima parola della tua tesi? Hai avuto l’ok del tuo relatore? Se la tua risposta è sì, allora sei pronto per procedere con la stesura delle conclusioni!

Qual è l’obiettivo delle conclusioni?

Ora che hai messo la parola fine sul tuo lavoro di tesi, sei davvero pronto per scrivere le conclusioni. Per cominciare devi focalizzare l’obiettivo delle conclusioni. Qual è il risultato che intendi raggiungere con queste poche pagine? Le conclusioni rappresentano la ciliegina sulla torta, danno sapore e senso estetico al lavoro che hai svolto. Lo arricchiscono e gli danno un respiro più ampio. La torta sarebbe stata gustosa ugualmente, ma solo con quest’ultimo tocco potrai sentire di averla valorizzata al meglio e di poter ingolosire chi la leggerà. Infatti, non di rado i relatori in sede di discussione e i lettori (quando saranno alle prese con la tua tesi pubblicata), prima di tutto leggeranno indice, introduzione e riflessioni conclusive. Per questa ragione, le conclusioni devono attrarre il lettore e incuriosirlo sull’intero progetto. È un po’ come il primo sguardo ad un primo appuntamento. Devi cercare di dare il meglio e di evidenziare i sensi della tesi che stai sostenendo, facendo apparire il lavoro curato e coinvolgente. Non solo. Devi anche proporre delle informazioni precise e dettagliate per aiutare chi legge a capire cosa aspettarsi dal tuo lavoro. I docenti presenti in sede di laurea dovranno capire subito quali sono le argomentazioni che intendi sostenere (o – in caso di tesi sperimentale – la teoria che intendi dimostrare) e il modo in cui hai scelto di farlo. Lo stesso vale per chi dovesse entrare in contatto con il tuo elaborato a seguito di pubblicazione. Vediamo insieme come fare!

Come scrivere delle conclusioni efficaci in poche pagine?

Innanzitutto cerca di capire di quante pagine dovrà essere la tua conclusione. Non esiste una regola fissa, solitamente si va dalle due alle cinque pagine. Questo dipende anche dall’ampiezza della tua tesi e dall’articolazione delle argomentazioni trattate. Nelle tesi sperimentali questa sezione può essere anche preceduta da una sezione più tecnica destinata ai risultati e al confronto dei dati, e da una più teorica dedicata alla discussione dei risultati.

Una volta decisa l’ampiezza che le conclusioni dovranno avere devi capire in che modo riuscire a dire tutto in un numero così ridotto di pagine. Cerchiamo insieme un modo per essere ad un tempo concisi e chiari. L’importante è seguire una traccia e attenersi a quella. Tralascia le cose meno rilevanti del tuo approfondimento. Concentrati solo sui passaggi fondamentali e sulla tesi che intendi dimostrare. Qual è l’obiettivo del tuo lavoro? Cosa vuoi dimostrare? Quali teorie hai messo a confronto (tesi compilativa)? Cosa ha ad oggetto la tua ricerca sul campo (tesi sperimentale)? Quali sono le tue aspettative sul futuro in merito al tema da te sviscerato? Se riesci a rispondere in poche pagine a queste domande stai facendo un buon lavoro.

Cosa non può mancare nelle conclusioni?

Non esiste una conclusione uguale ad un’altra. Per questo dovrai trovare la tua personale voce.

Un modo per iniziare le conclusioni è quello di descrivere al lettore le motivazioni personali e professionali che ti hanno avvicinato ai temi trattati. Questo dipende molto anche dal taglio della tua tesi e dal grado di coinvolgimento personale che hai tra i tuoi interessi e quanto hai scelto di approfondire nel tuo elaborato di fine percorso.

Se questo incipit è facoltativo, è invece sempre importare fare una piccola premessa (circa mezza paginetta) per illustrare in modo sintetico di cosa ti sei occupato nella tua tesi, da quali premesse pratico-teoriche sei partito e cosa hai inteso dimostrare. È possibile anche descrivere quale metodo hai seguito, quali sono stati gli studi e gli autori che hanno guidato maggiormente il tuo percorso di approfondimento. Questo sarà tanto più essenziale se vorrai illustrare due diverse posizioni su un determinato tema, allo scopo di descrivere a quale delle due ti senti più vicino. Una volta spiegata la tua posizione in merito, motivala. Questa rappresenta la parte più cospicua delle tue conclusioni, quindi assicurati di sviscerarla in modo consono e non aver paura di dilungarti.

Quale stile va usato per scrivere le conclusioni?

Come abbiamo già avuto modo di ricordare, lo stile è il principale ingrediente del tuo piatto, perché è quello che lo caratterizza e lo rende accattivante agli occhi del lettore. Un testo pieno di contenuti validi ma proposto in modo poco coinvolgente non lascerà una buona impressione nella commissione di laurea o in chi un domani deciderà di comprare la tua tesi. A questo punto del lavoro avrai già individuato il tuo stile e lo avrai seguito nell’intera stesura. Se anche avrai scritto la tesi in modo impersonale, è possibile che nelle conclusioni tu utilizzi la prima persona o più in generale che tu dia un taglio più personale al lavoro. Se hai dei dubbi in merito, confrontati con il tuo relatore.

Come posso concludere l’introduzione della tesi?

Le conclusioni delle conclusioni (perdonami il gioco di parole!) sono fondamentali: si tratta di una vera e propria uscita di scena alla fine dello spettacolo teatrale! Cosa vuoi lasciare ai tuoi spettatori? Quali sensazioni o riflessioni intendi suscitare in loro?
È arrivato il momento di dare un senso ulteriore al tuo cammino e ai tuoi sforzi: valorizza i punti di forza del tuo elaborato, cosa lo rende diverso dagli altri e quindi unico, spiega in che modo può arricchire il bagaglio di chi ne gioverà attraverso la lettura.

Pensi di aver offerto una visione d’insieme su una questione teorica articolata? Hai proposto al lettore una prospettiva diversa da cui guardare a questa tematica? Hai aggiunto un pezzo alla ricerca sul campo in questo ambito? Raccontalo dettagliatamente con un pizzico di creatività, che non basta mai!

Ora sei davvero pronto per la ciliegina sulla torta: inserisci i sensi dei dati raccolti o prodotti da te nella tua ricerca sul campo – nel caso di tesi sperimentale – , oppure esponi la tua personale visione, nel caso di tesi compilativa. Ricorda, infatti, che una tesi di laurea intende sempre dimostrare o supportare una determinata prospettiva sul tema trattato. Questo ti consentirà di dare un tocco personale al tuo lavoro, di metterci del tuo, di avanzare una tua proposta o visione. Infine, concludi con una speranza sull’andamento prossimo venturo della ricerca sul tema. Pensi sia il caso di affiancare a quelli esistenti un numero più alto di studi e ricerche? Ritieni che ci sia ancora molta strada da fare sul piano culturale affinché le persone siano sensibilizzate su tali questioni? Rilevi la necessità che le istituzioni muovano dei passi in tal senso? Questo è il momento di tirare fuori quello che pensi. Così lancerai il tuo studio al di là, e darai un più ampio respiro alla tua ricerca.

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