Touch Communication

Difficile ritrovare un amore così

Difficile ritrovare un amore così

Stellina… Mi dicevi così quando mi vedevi entrare nella tua cucina…

E quando andavo via mi ripetevi sempre “quando puoi, io sono qui”, per non farmi sentire in obbligo.
Anche quella telefonata il pomeriggio precedente è andata così: sarei passata l’indomani mattina, il giorno di Pasqua.
Sono passata, ma eri già andata via, per quel viaggio che nessun amore, nessuna pietanza al forno, nessuna promessa, potrà mai fermare.
Eppure sono stata sempre serena nel nostro addio, perché sei sempre rimasta, forse con una precisione che prima non sospettavo nemmeno.
Hai messo radici, sei venuta in sogno, hai mandato immagini di cuccioli e capelli biondi, hai capito tutto, anche ciò che per altri è stato così difficile capire, anche quando il sangue del tuo sangue e del mio mi ha chiuso le porte dai nostri stessi rituali, tu hai continuato a vibrare sulla sedia come sempre hai fatto davanti alle ingiustizie e hai continuato a chiamarmi “stellina di nonna”.

Ecco, è quel concetto di libertà e stabilità che mi hai lasciato che rappresenta per me oggi il concetto di “casa” e che cerco di lasciare alle mie figlie. L’amore non si pretende e non si elemosina, si vive in modo naturale.

È questa immensa coperta, gli sguardi che ci siamo scambiate alla morte di nonno, i pomeriggi sedute accanto in silenzio, le cose che leggevo sul tuo viso quando assistevi alla violenza altrui, è la forza con cui vivevi lontana da tutta la tua famiglia, perdendone anche i funerali, è la costanza con cui nonostante tutto ogni giorno cucinavi per tutti e andavi avanti, che mi ha trasmesso più di qualsiasi spiegazione pedagogica, più di ogni libro che io abbia mai letto.

Allora non lo sapevo, ma la mia fenice nasce da lì. Perché quando penso a te sola con sei figli, in una casa privata di comfort e cose inutili, io sento dentro di me la forza per affrontare tutto e ogni volta ricomincio.

Potrò stare anche da sola, a camminare in un paese straniero o in un paese noto in mezzo a persone ostili, potrò vincere o perdere, ma dentro di me ci saranno sempre il tuo sorriso, la fierezza del tuo sguardo, quel tuo alzarti dalla sedia per mettere di nuovo su il brodo, la tua voce, che non ho dimenticato ancora.

Torna in alto