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Il decalogo della felicità più infelice che ci sia

Il decalogo della felicità più infelice che ci sia

La scuola è libera e indipendente, ma guai a non rispettare i diktat dell’alta finanza: ti portano via a forza.

Tutto deve essere inclusivo, ma se sei diverso dalla massa sei un criminale in potenza.

Ogni piega del discorso è green, ma se vivi in armonia con il creato sfondano la porta e ti portano via i figli.

Siamo il Paese più bello del mondo, ma il Paese, col suo portato di lingua cultura religione tradizioni arte, viene ceduto pezzo a pezzo.

La vita è bellissima da queste parti, però fa schifo a tutti e tutti ci auguriamo che finisca presto.

Non bisogna giudicare gli altri, però ognuno in cuor suo pensa di essere migliore.

Tutto è divertente, e allora perché quelle facce da zombie in giro ogni giorno?

Parliamo sempre di diritti, noi che siamo abusivi in tutto.

Crediamo nella democrazia, però all’occorrenza ci possiamo tesserare.

Ci vuole dialogo, ma nemmeno i suicidi trovano spazio a tavola, e allora non ci resta che qualche pietoso reel.

Che siamo sottomessi ad un’élite di indemoniati è ovvietà di ogni nostro dialogo: ma qualcuno mi farà notare che non può esistere il punto undici di un sedicente decalogo.

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