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Intervista di A. Macciò – Omosessualità [OrticaWEB]

Intervista di A. Macciò – Omosessualità [OrticaWEB]

Nel tuo romanzo racconti un fortissimo legame tra le protagoniste Elettra e Viola, un’amicizia amorosa molto intensa con un aspetto anche erotico e passionale, che suggerisce un legame omosessuale tra le due protagoniste senza mai trattare direttamente il tema.
Una delle protagoniste suggerisce con una sua frase che nella vita alcune cose semplicemente accadono. Come valuti il discorso pubblico sul tema dell’omosessualità, della bisessualità e della cosiddetta “fluidità di genere” oggi che appare molto pi politicizzato e polarizzato di quanto accadesse in quell’inizio millennio nel quale hai ambientato il romanzo?

Anche sul tema dell’omosessualità si sono create delle forti polarizzazioni, per cui sembra possibile appartenere solo a due categorie: o coloro che portano avanti determinate battaglie sociali a favore degli omosessuali oppure coloro che nutrono un odio nei loro confronti. Chiunque abbia una visione articolata viene ricondotto a questa seconda categoria, la categoria degli omofobi. Nel romanzo racconto il legame viscerale tra Viola ed Elettra, ma come tu dici non parlo mai di omosessualità. La storia si ambienta nel 2000 e in quegli anni non si riponeva l’accento che si ripone oggi sul tema. Tutto sommato mi sembra che tutta questa attenzione non faccia che rinforzare l’etichettamento e la guerra tra categorie perché si dà a quella che è una caratteristica naturale un ruolo predominante, divisivo: vi si pone l’accento affinché quel tratto diventi un confine.
Mi sconvolge a questo proposito la rincorsa all’etichettamento: molte persone si definiscono gender fluid allo scopo di superare qualsiasi etichettamento: omosessuale, bisessuale e così via, ma così facendo, di fatto, si autoinfliggono un’altra etichetta. Personalmente considero tutte queste delle vere e proprie distorsioni linguistiche, dei tentativi maldestri da parte di chi muove i fili per veicolare altri contenuti, parlando in apparenza di inclusività.
Avverto la mancanza di un linguaggio altro, un linguaggio che non ci ingabbi, un linguaggio che lasci finalmente spazio a ogni nostra espressione e restituisca la bellezza e il mistero di ogni vita e di ogni relazione. C’è differenza tra il fatto che le cose accadono, un po’ come dici tu nella domanda, e il fatto che debbano accadere. Mi piacerebbe vedere una società capace di guardare alle cose con curiosità e interesse attivo, e senza intervenire sempre in modo così forte e ideologicamente orientato.



– Oh, tesoro, ma perché non me l’hai detto? –
– Non è importante, amore mio, e non dispiacerti. Abbiamo ancora lavoro, per fortuna, e per i nostri buoni propositi tutto il nuovo anno —
– Farai altri colloqui, andrai via da qui. Intanto per ora, come sempre, Ti amo Viola Mariani, Illy, Bambolina mia –
– Sarà un anno importante anche per te, la tua passione avrà una svolta, lo sento. In qualche modo, cambierà ogni cosa… Ti amo Elettra Grieco, Cyn, Anima mia –
Incrociarono i calici e si baciarono.


Per leggere l’intervista completa: https://www.orticaweb.it/intervista-a-rosanna-pierleoni-autrice-de-lo-specchio-degli-occhi-tuoi/?

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