Touch Communication

La gentilezza, la forza

La gentilezza, la forza

E se, invece di lamentarci continuamente della maleducazione e della violenza che ci circondano, cominciassimo noi per primi a usare parole semplici ma potenti, come “grazie” e “scusa”? A sorridere di più, a non rispondere con acidità, a fare un complimento sincero quando qualcuno lavora bene o si dimostra gentile? A notare e celebrare quei piccoli gesti, spesso invisibili, che portano con sé un’energia buona?

In fondo, per ogni volta in cui riceviamo — e ricordiamo a lungo — una risposta sgarbata, ci sono tante occasioni in cui siamo noi a lasciare una traccia storta, magari senza volerlo, magari senza nemmeno accorgercene.
Eppure le cose belle, quelle che fanno bene, tendiamo a dimenticarle in fretta. Le diamo per scontate.

Il mio primo maestro, in questo, per me è stato un libro: Vivere, amare, capirsi di Leo Buscaglia. Lo lessi da adolescente, ma allora non avevo ancora gli strumenti per farlo davvero mio. Ero timida, fragile. Sì, — diciamolo — la gentilezza richiede forza. Una forza d’animo a volte sovrumana, soprattutto in una società come la nostra, in cui ogni cosa sembra evocare uno scontro: una guerra psicologica, una guerra di dati, di opinioni, di sopravvivenza.

Leo Buscaglia abbracciava gli sconosciuti, celebrava la natura, inventava corsi universitari sull’amore, ringraziava personalmente i cuochi nei ristoranti. Perché un giorno una studentessa del suo corso si era tolta la vita. E lui si era chiesto, con dolore e onestà: cosa non le ho dato? Cosa non sono riuscito a trasmettere, tra una nozione e l’altra, mentre ci guardavamo negli occhi?

Negli ultimi anni, anche io ho iniziato a fare qualcosa di simile. Non con il suo carisma travolgente, ma con gesti piccoli e intenzionali. E succedono miracoli.

Non dimenticherò mai alcuni sorrisi spiazzati dopo un mio apprezzamento spontaneo. Il modo in cui, dopo una parola gentile, le persone tornano alle loro cose con la schiena un po’ più dritta, un’energia in più da portare con sé… e magari da regalare ad altri.

Siamo energia. E se le cose brutte ce la portano via, quelle belle la moltiplicano. A volte la raddoppiano. A volte la quadruplicano.
E lì, senza far rumore, comincia un altro modo di stare al mondo.

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