Vent’anni fa, il 2 marzo del 2006, Tommaso Onofri (il piccolo Tommy) fu sequestrato e ucciso.
Io avevo vent’anni e scrivevo queste righe per lui e per l’uomo di ghiaccio che pose fine alla sua vita. Poco dopo sarebbero entrate a far parte del mio romanzo d’esordio, oggi rivisto e ripubblicato da poche settimane, con il titolo La verità non muore, amore.
Viviamo in un’epoca buia, dove la pietà per le vittime è mera pornografia, e verso gli assassini nutriamo solo bassi istinti e vendetta.
Avere vent’anni aiuta a ricordare l’odore della pelle dei bambini innocenti che siamo appena stati e ad intuire appena, senza ancora esserne corrotti, il male che ci abita dentro.
Nessuno di noi è innocente.

