D’accordo, non nasci sotto la migliore delle stelle. E queste settimane poi, qualche strano pensiero mi annienta un po’… ma ho ricevuto una telefonata, e niente, tu sei in viaggio dal tempo, tu stai venendo da me.
Ti ho scritto così tanto tempo fa che mi fa persino strano dire: ti ho scritto io. Era il 2006 quando scrissi i primi schizzi su un quadernetto, ignara di tutto. Ero così diversa. Ammorbata dal mondo, fagocitata dai fogli, trascinata da quelle strane visioni, forse tenuta a terra, non so.
Vera e Poeta, unici personaggi di una storia un po’ strana. Si sono afferrati nello spazio e nel tempo e hanno preso a parlarsi; io ho afferrato loro con la memoria. Sì, erano ricordo non certo creazione. E poi loro sicuramente hanno afferrato me. Che poi perché? Mi chiedo ancora perché…
Lo riscrissi tutto sul pc, delle mattine d’estate, sul balcone di casa, a Roma, dove studiavo… Mi alzavo alle 6.
Ed eccolo qua. Era I buchi del cielo. Adesso è La verità non muore amore.
Adesso, a far compagnia a Vera e Poeta c’è anche questa immagine di Mariagrazia Catenacci.
Tutti loro, personaggi bislacchi e sinceri, sono in viaggio da me, da me, che pure mi sento così strana. Forse proprio per questo, sono in viaggio da me. Sono nati dalla solitudine, non ne sanno nulla dei nostri rumori, del nostro concetto del tempo, della ricerca ostinata del senso, delle nostre modeste schermate…
E io li aspetto. Da quanto tempo li aspetto…

