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Sacerdotessa dei perdenti (V. Tomassini)

Sacerdotessa dei perdenti (V. Tomassini)

Condivido, con il suo consenso, un pensiero per Veronica Tomassini in questo giorno così duro
Veronica Tomassini, “sacerdotessa dei perdenti”, si autodefinisce. Sacerdotessa della scrittura. Sacerdotessa della verità. Così la vediamo noi.
Talento innato, cascata indomabile. Lei non sa scrivere, lei è scrittura. La Battisti della letteratura, per me: sempre sul filo della stonatura eppure non stonava mai. In quanti, equilibristi del suono, sulle sue note sono caduti. Così con la Tomassini. Quante critiche, quanti sagaci appunti sui suoi presunti errori: lei vola sul linguaggio, sulle regole della grammatica, senza tradirle mai.
Un fiore selvatico. Cresciuto sotto il temporale, le intemperie, l’indifferenza dei tanti piedi passati lì accanto. Sbocciato comunque.
La sua intera vita sembra un omaggio alla parola. Lei forse fa davvero questo viaggio per dare parole agli ultimi. Forse lo fa davvero a nome di tutti noi.
Per questo oggi, dinanzi ad un destino crudele, ognuno di noi potrebbe ordinare un suo romanzo, per tenerlo con sé o per donarlo a qualcuno, inondare il web, o le care vecchie cassette postali, con un pensiero che includa anche una sua frase. Ricordare al mondo che Veronica c’è e ha molto da dare a ciascuno di noi. Diamole, nella nostra società, tutto lo spazio che merita.

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