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Sottrazioni di minori e Epstein files: una pista da indagare

Sottrazioni di minori e Epstein files: una pista da indagare

Per un po’ mi sono detta che Facebook non poteva entrarci molto con le sottrazioni di minori di cui mi stavo occupando quando sono stata cacciata in via definitiva e inappellabile dal democratico spazio virtuale.
Eppure, nonostante i tanti anni di studio sul tema, non avevo ancora chiare tante cose.
In questi mesi ho riflettuto tanto, ho letto, e soprattutto ho aperto la mente ad una comprensione ancora superiore. Comprensione a cui prima non ero pronta.

Sono una persona estremamente razionale, ho bisogno di avere forti elementi per poter aggiungere, cambiare prospettiva, modificare visioni, anche quando mi converrebbe farlo subito.
In tanti mi avevano parlato subito di un legame tra il mio occuparmi di questi temi e la soppressione subìta, ma mi ripetevo di no: quella che io consideravo una mafia locale non poteva di certo avere a che fare con una realtà globale come Fb che muove accordi su altri temi: con i vaccini, con il greenpass, con lo sterminio. Sappiamo che in quei casi Meta opera una brutale propaganda e una feroce censura, ma con questo tema pensavo di no.
E mi sbagliavo. Mi sbagliavo.

Il caso, se il caso esiste, ha voluto che negli stessi mesi emergessero gli Epstein files e la “famiglia del bosco”, quale miccia per portare all’attenzione di tutti questo fenomeno delle sottrazioni.
Ho ripreso a studiare entrambi i fenomeni in modo indipendente. Già da tempo stavo studiando le nostre élite e come ho detto da molti anni mi occupo di minori e tutto ciò che ruota intorno il tribunale dei minorenni.

Finalmente inizio ad unire i puntini.

Temo che la realtà possa essere ancora peggiore, almeno in una certa percentuale di casi, di quanto io avessi finora capito.
Continuerò a studiare, e non starò ferma.
La mia coscienza mi puntella giorno e notte.

Sto continuando a scrivere articoli per Pressenza e sto lavorando su qualcosa di completamente diverso, che attingendo al linguaggio dell’arte possa arrivare prima lì dove le voci dei bambini vogliono arrivare. Dritto al cuore.

Restiamo uniti.

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