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Il bene cresce

Il bene cresce

Proviamo a cambiare prospettiva.

Mi giungono immagini potenti. In questi giorni ci sono state diverse manifestazioni per la pace a Gaza: persone che hanno a cuore i valori minimi di civiltà, humanitas e democrazia si sono unite A Tel Aviv, a Gerusalemme, in Italia… c’è stata anche una marcia silenziosa ieri: migliaia di israeliani, ebrei e arabi hanno marciato dallo Stato di Israele alla recinsione della striscia, portando sulle spalle sacchi di farina, datteri, biscotti per i bambini di Gaza. Con un gesto banale eppure essenziale, hanno nutrito il cuore del mondo spezzato.

Non mi sfugge da chi siano state organizzate certe piazze, né la loro responsabilità nella caduta vorticosa dell’Italia e dell’intera civiltà del diritto – nonché nel massacro stesso in corso. Non mi sfugge neppure che, al pari di tante trasmissioni televisive, fungano solo da specchietto per le allodole. Mi interessa più l’energia che da questi incontri è promanata. Se si è creato un momento di presenza, comunione di spirito, energia, tra i presenti, sono certa che il mondo, nel piccolo, è già cambiato.

Non sono ingenua, ma mi sforzo ogni giorno di cercare il buono che c’è ancora intorno, e di alimentare quello. Come diceva qualcuno “non parteciperò mai a una manifestazione contro la guerra, chiamatemi quando organizzerete una manifestazione per la Pace!”.

Non è solo una questione di linguaggio: è che la nostra energia potenzia le cose su cui si poggia. Se ci concentriamo sulla negatività la rinforziamo. Se guardiamo, celebriamo, partecipiamo, al bene, questo cresce, e cresce, e cresce.

A chi oggi ha speso il suo tempo, le sue energie, il suo amore, per ricucire tagli, ferite, amputazioni, perdite, crolli, distruzione, solitudine, paura, fame, freddo, angoscia, senso di ingiustizia, lutti, lutti, lutti, io dico solo grazie.

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