Niente da fare, più ci penso e più la faccenda della famiglia di Chieti mi appare ingiusta, surreale, indigesta.
Mentre noi qui ci arroghiamo il diritto di parlare di loro da qualche metro più su, ben imboccati dal persecutorio agito di stampa e magistratura, loro vivono un incubo ad occhi aperti.
Non so nemmeno dove trovino la forza di rispondere con il sorriso e accogliere tutti, anche coloro che vogliono sottrarre loro la cosa più preziosa che hanno.
Mi sono informata attraverso persone a loro molto vicine o che in occasione di questa dura realtà hanno condiviso con loro moltissimo. Parliamo di persone evolute, ben ancorate alla realtà, al punto da averne creata una personalizzata, che è sempre cosa più dura che aderire ad una preconfezionata. Persone che trasferiscono molto amore ai figli e alla natura, e che non fanno alcun male a nessuno. Persone che hanno relazioni, ma secondo i loro ritmi e le loro necessità, non le nostre. Che parlano almeno due lingue, che curano i loro figli, quando occorre, con medici di fiducia tra Abruzzo e Molise, che gestiscono un blog con cui offrono consulenze, che hanno di cosa vivere e molte competenze pratiche. Persone che stanno crescendo tre figli sani e sereni nel rispetto della loro salute e della vita, ma anche dei principi in cui credono.
Eppure una banda di criminali, autorizzati da noi, ha intenzione di rompere tutto questo, profanarli e distruggere bellezza. In cambio di cosa? D’improvviso nelle mani dello Stato avranno relazioni sane? Finalmente faranno merenda insieme ai loro compagni di scuola? Come può un uccello essere felice ad essere strappato via dal proprio nido e portato nella nostra gabbia, qualcuno sa dirmelo? Mostruoso anche solo ipotizzare che il circolo che li attende possa essere arricchente per qualcuno che non sia il circuito stesso che li assorbirebbe.
Oltre alla limitazione della potestà genitoriale, tra un mese il Tribunale dell’Aquila si pronuncerà sulla sottrazione dei bambini dal loro nucleo familiare. Ma intanto che attendiamo, inermi, tra una accusa e una arringa, io vi chiedo.
Cosa ne pensereste se domani mattina vi svegliate e trovaste le telecamere sotto casa vostra e tutti noi si parlasse di voi estrapolando poche frasi qua e là e cercando in ogni modo di farvi apparire come scemi, pazzi o irresponsabili?
Sareste a vostro agio a sentire chiunque parlare di voi, di cosa mangiano i vostri figli, di quanto tempo passano davanti al telefonino con accesso libero a YouTube, se quello schiaffo e quelle urla la sera erano proprio necessari, se sia sano per loro vedervi litigare ogni giorno o tradirvi (non solo nel corpo), mentirvi o farvi la guerra dopo la separazione, essere coinvolti nel giro della droga o di altre dipendenze?
Sareste felici a sentire conduttori televisivi e influencer confrontarsi animatamente sulla qualunque riguardo la vostra famiglia? Che so, certe giornate vedete i vostri figli per mezz’ora scarsa, date loro da mangiare solo cibo confezionato, hanno mille relazioni ma nessuno scambio autentico, ingurgitano farmaci senza ritegno perché devono tornare a scuola – e voi al lavoro – subito, sono in sovrappeso perché aprono dispense e ingoiano caramelle come bestie al circo, non curate loro una carie ma il pacco di sigarette, il caffè ogni mattina al bar e la schedina li comprate lo stesso. Eccetera.
Sareste sereni ad ascoltare persone a voi estranee chiedersi se sia giusto che vostro figlio faccia tutti quegli sport o attività senza mai sperimentare la noia, che voi condividiate sul web ogni loro starnuto, o li lasciate a soli tre mesi nelle mani di estranei, perdendo così i momenti principali del loro svezzamento alla vita, che abbiano occhi e cervello danneggiati per via di schermi sempre più grandi, che non alziate mai un dito quando qualcuno fa loro violenza, fosse anche lo Stato, così insegnando loro ad adeguarsi alla logica della sopraffazione, dell’ignavia e della violenza. Che non li rimproveriate mai o addirittura ridiate quando vi prendono a schiaffi o fanno i prepotenti con gli altri bambini negli spazi pubblici.
Ma tutto ciò che ho detto potete ribaltarlo come volete, anche fino al suo esatto contrario. Insomma se tutta Italia, dai tiktoker agli pseudo intellettuali, dal vicino di casa a quello che abita a 800 km da voi parlasse da mattina a sera delle grazie e degli orrori che la vostra vita nasconde, perché ogni vita e ogni famiglia li nasconde.
Il solo fatto che a noi venga in mente che tutte le famiglie del pianeta debbano adottare la nostra prospettiva – pena la persecuzione – è la radice di ogni oscenità. La ragione per cui i vari poteri si alternano e mai nulla cambia realmente: perché quando tocca a noi aderiamo alla stessa ottusità riempiendola però di contenuti diversi.
Io credo che dobbiamo accettare che gli altri siano appunto ‘altro da noi’ e si manifestino nel mondo indipendentemente da ciò che desideriamo o pensiamo noi. E che gli altri abbiano ogni strumento per fare delle valutazioni personali che esondano dalle nostre.
La società civile, nonostante tutto, io credo che stia rispondendo abbastanza bene. Non sottrarranno questi bambini senza colpo ferire, nell’indifferenza generale. Non ci gireremo dall’altra parte. C’è bisogno della nostra risposta forte e chiara. E deve essere un No. Un non sempre semplice, ma banalissimo, NO.

