Nonostante la società di oggi, avendo già un anno e mezzo, lo consideri ormai scaduto, ‘Lo specchio degli occhi tuoi’ continua la sua irriverente corsa nel mondo. Ci sono ancora tanti progetti in ballo, nelle scuole superiori, in dei gruppi di lettura, nelle mani di singoli cuori che si si stanno innamorando, e lo stanno acquistando per la prima o per la seconda volta come dono. Io non ho parole a sufficienza per spiegare quanto tutto questo mi stia guarendo, dall’indifferenza, dal rifiuto, dal timore di non farcela.
L’ho tenuto 15 anni chiuso in un cassetto, fino a scordarlo, ma sapevo che se mai lo avessi tirato fuori da lì non lo avrei dimenticato una seconda volta. Non lo lascerò svanire nel buco nero delle cose impossibili, quelle in cui cadono i sogni di chi non ha abbastanza soldi, abbastanza conoscenze, abbastanza peli sullo stomaco… a quanto pare, nel mio caso, abbastanza di tutto.
Intanto la polvere magica sta per ridare vita a ‘I buchi del Cielo’… così che da burattino possa trasformarsi in un bambino vero. Nuova veste grafica, nuova copertina, titolo nuovo.
Per me queste storie non sono state libri, progetti, ambizioni. Sono state tagli, sangue, pezzi di storia. Ricucirli adesso, dal futuro, a modo mio, è il segno evidente di un destino che ci attende fiducioso all’angolo, anche se noi a lungo ci scordiamo di lui.
E… ho timore a dirlo, ma sono felice. Sono felice.

