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Lo specchio degli occhi tuoi | Estratto da Cap. XIII «Ossessione»

Lo specchio degli occhi tuoi | Estratto da Cap. XIII «Ossessione»

Poi senza pensarci si incamminarono lungo uno dei sentieri che portavano al parco. Si spinsero fino al Casale della Vaccareccia e gli occhi di entrambi ruotarono tra l’aia, il portico, le antiche colonne e i blocchetti di tufo della torre medievale che dominava la vallata. L’odore contadino, le pieghe della storia, l’arte della pastorizia, le linee del tempo, in un lampo svanirono in meraviglie fatiscenti, inaccessibili, scortesi. In una Roma non sparita, ecco davanti a loro la eco, impossibile, di una città di nuovo sparita.
Stettero insieme tutto il pomeriggio, fino a che il buio scese. Allora gli chiese di accompagnarla a casa. Salirono in macchina, e si lasciarono cullare dalle buche delle strade e dal ritmo scandito dei semafori pedonali.

«Lo specchio degli occhi tuoi», parte II «Luci e ombre», Cap. XIII «Ossessione»

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