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Lo specchio degli occhi tuoi | La voce del lettore (F. Letta)

Lo specchio degli occhi tuoi | La voce del lettore (F. Letta)

L’ultimo insegnamento

Come dimenticare le avventure oniriche notturne dentro i canti della Divina Commedia, ad incontrare alcuni dei personaggi, i risvegli dopo tre ore di sonno per non perdere la corsa dei lavoratori delle 6.20, i 12 caffè in un giorno, l’ansia per le interrogazioni. Non era un professore tra i tanti, si aspettava molto, avrei detto troppo, da noi, di 16 anni appena. Era troppo presto per capire quella lezione sul come farmi trovare sempre preparata affinché il caso non potesse colpirmi, sul non dire mai qualcosa di cui non si è più che sicuri e su cui non si saprebbe approfondire, sul non usare mai periodi che non si sanno gestire, e ne avrei da dire sulle mappe concettuali con cui ho gestito facilmente estati afose a Roma su manuali di 1200 pagine, e dei collegamenti fra la letteratura, la politica e la storia, che oggi posso cercare anche quando non conosco, e sulla punteggiatura, che oggi vedo perdersi sempre più, con un certo dolore. Ricordo ogni appunto, ogni segno, sui miei temi, ricordo anche quando dopo due anni di liceo, finalmente mi disse, senza enfasi, “tu sai scrivere!”, o quando dopo l’ennesima interrogazione su Dante, interrogazione che iniziava sempre con tre semplici parole dei notori versi, a cui si doveva rispondere con un’analisi dettagliata sul come sul dove e sul perché e con precisi collegamenti a tutti gli altri canti, iniziò a cambiare la sua idea su di me, fino a quando, appena dopo gli esami di maturità, mi disse nei corridoi “riuscirai bene all’università”.Ecco, tutto questo per dire che ciò che temo di più è l’approssimazione, la mia, e l’autoreferenzialità. Ho inviato una copia del mio romanzo proprio a lui, perché sapevo che non ha il complimento facile, e che non usa le parole a caso, segno anche di una sobrietà nei tempi e nei modi che non ci appartiene più. Abbiamo avuto un significativo scambio in privato, mi ha parlato di quelli che considera i punti forti del mio stile narrativo e ho ricevuto qualche sguardo interessante su come migliorare la mia scrittura. Ma soprattutto ho rischiato di ricevere il parere che più avrei temuto. Un parere di cui non avrei potuto non tenere conto. È successo l’opposto, ho chiuso un cerchio per me molto importante. Alle volte va anche sfidato il fato.


Ho letto il romanzo che Rosanna ha avuto la cortesia di farmi avere, in quanto suo insegnante di italiano del Liceo. Si tratta di un lavoro veramente notevole, soprattutto per la profondità di analisi di personaggi complessi, espressione di un mondo privo di punti fermi qual è quello in cui ci tocca di vivere, un mondo caratterizzato spesso da relazioni malate. Man mano che si procede nella lettura, cresce la curiosità, e il desiderio di cogliere il senso della vicenda Straordinaria è la ricchezza lessicale nonché l’eleganza della forma. Brava Rosanna! I compimenti più sinceri dal parte del tuo vecchio professore!

[Francesco Letta]

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