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Magico mondo fatato

Magico mondo fatato

A chi, ascoltando questo intervento avvenuto oggi durante la manifestazione di Roma, dovesse pensare che si esageri, che non sia vero, che dietro ci sia dell’altro, dico che no: ho lavorato nel settore e ho visto coi miei occhi casi montati dal nulla, dove le maestre mandavano al tribunale dei minorenni delle segnalazioni, partendo da innocui disegni del bambino – in questo caso invece da un racconto – per avviare un iter molesto e aberrante a cui si prestano “professionisti” della salute mentale, e poi assistenti sociali e carabinieri, iter volto alla sottrazione del minore.
Tutto avviene saltando in tronco una serie infinita di norme sia sostanziali sia procedurali e andando, senza prova alcuna, ma solo con in tasca alcuni giudizi e pregiudizi sulle personalità coinvolte, a distruggere per sempre la vita dei bambini che capitano in queste maglie.
Ai genitori spesso viene negato persino sapere dove siano stati condotti i propri figli, e per anni viene negato loro di incontrarli. Per fronteggiare le inevitabili crisi isteriche dei bambini si giunge, non di rado, a dire loro che i genitori siano morti. Magari i genitori sono ogni giorno sotto la casa famiglia ma viene impedito loro anche di dare un saluto.
Questo è tutto ciò che devo a coloro che sono convinti che, una volta avviato l’iter, i bambini entrino in un magico mondo fatato fatto di saperi pedagogici, di istruzione adeguata e di socialità. E soprattutto che sono convinti che in Italia tutto avvenga solo in casi di particolare inettitudine genitoriale.
Si può essere anche d’accordo con le sottrazioni, purché nel piatto si metta tutto e non ci si convinca di essere davanti a qualcosa di molto diverso da quello che è.
Sicuramente ci sono poi alcuni casi in cui la sottrazione è lecita, ma questi casi non hanno nulla a che vedere con quello che dico e anzi sono danneggiati essi stessi da tutto ciò che ne ha preso le forme, essendo però tutt’altro.
Io capisco che sia una realtà piuttosto dura da accettare e credere possibile, e che tutto sommato sia molto più semplice pensare che capiti solo a chi lo ha meritato, ma il fatto che per noi sia una realtà più dolce da digerire non la renderà vera.
Qui ci sono vittime dello Stato reali, da anni.
Si parla, secondo i dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di 35.000 bambini che solo pochissimi anni fa erano 24.000. Molti di questi casi sono allontanati nei modi che ho detto.
Vi cadono dentro donne che avevano denunciato violenze, dopo che vengono da mattina a sera istigare a farlo, illudendole di ricevere chissà cosa in cambio (per lo più o finiscono in una bara proprio allora oppure vengono molestate dallo Stato stesso), ma anche padri per bene che hanno subito false denunce, persone come la donna nel video che sono vittime casuali e, ora come ora, anche famiglie che hanno voglia di fare i genitori in modo diverso da quello proposto dai grandi sapienti della pedagogia, come Facebook, Google e Netflix. Diciamo solo che hanno voglia di fare i genitori.
Nel dramma, che porto con me da tanto tempo, devo pensare che il caso di Palmoli sia stato benefico perché sta portando all’attenzione di tanti ciò che accade in quelle lande. Mi sento sollevata dall’avere accanto tanti compagni di viaggio, con cui ho già fatto altri cammini e di cui conosco bene il valore, la preparazione e l’efficacia comunicativa. E anche perché sta mettendo in contatto tante persone e realtà tra loro.
Ne uscirà qualcosa di buono.
Grazie ad Arianna Fioravanti per aver organizzato la manifestazione e per aver preso in carico la questione con la preparazione, la calma e l’amore che le cose importanti meritano.
Grazie a Davide Tutino per aver fatto un discorso meraviglioso sulla necessità di trovare un dialogo tra coscienza e diritto, tema per me molto pregnante e doloroso.

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