Pescara mi fa sempre lo stesso effetto, da quella prima volta che ricordo in cui avevo circa 3 anni e rimasi incantata a guardare le palme e presi e disegnarle e parlarne di continuo.
Ci torno per un gelato, ci torno per dei progetti, ci torno per rimettere a posto i pensieri.
Non so se sia per la luce che ha o per poter allungare lo sguardo che qui si infrange presto contro una maestosa montagna.
So solo che le cose migliori che ho fatto sono nate qui mesi o anni prima, tra le orme dei miei piedi sulla spiaggia vuota del dopocena e l’odore di salsedine che mi resta addosso quando, ormai lontana, poggio la testa sul cuscino.

