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Sforzo d’immaginazione

Sforzo d’immaginazione

Quando nel mio piccolo contrastavo il green pass – alcuni tra voi sanno delle mie iniziative – mi sono confrontata con persone che mi dicevano di pensarla come me ma di non avere la forza di subire tutte le conseguenze, e non parlo solo di lavoro, anche di ostruzionismo sociale e tutto quanto sappiamo e non serve ripetere ora. Mi stupisce molto quanto siamo capaci di adattarci a nuove richieste sempre più stringenti e svilenti, e abbiamo una resistenza davvero enorme in questo, mentre non ne abbiamo affatto per rischiare, per immaginare una realtà migliore, per tentare una strada nuova. In fondo se lo facciamo insieme diventa anche meno difficile. È chiaro che una sparuta minoranza da sola non andrà mai da nessuna parte. Ho parlato di green pass ma posso parlare anche di condizioni di lavoro, tasse alle stelle, burocrazia asfissiante, controllo totale, e di tante altre cose dove ognuno di noi ha le sue difficoltà a fare la propria parte.
Quella tra cittadini e potere è una relazione a due. Noi abbiamo perso del tutto la consapevolezza di questo. In epoche che noi consideriamo meno evolute i cittadini ne erano più consci, e infatti ci sono stati specifici dietro front del potere su alcune manovre.
Questa distanza tra noi e chi manovra i fili, questa nostra ignoranza abissale su chi siano, unita a questo ottundimento generale, a questa vita pigra e anestetizzata, potrebbero avere la loro parte? Anche i più “ignoranti” dei cittadini colonizzati o dei sudditi di monarchi sanguinari hanno sempre saputo cosa accadeva loro. Forse perché tutto era davanti ai loro occhi. E quando mancava il pane sapevano che mancava il pane e di chi era la responsabilità.
Perché noi invece non lo sappiamo?

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