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Sopravvissuti

Sopravvissuti

I giorni da ricordare sono tutti quelli in cui la coscienza si obnubila al cospetto di un’idea, e l’idea prende a valere più dell’uomo. Quei giorni sono molti, nel passato e ancora oggi. Forse perché come specie non siamo un granché, e viviamo preda di paure, la più grande quella di non esistere. Consiglio la rilettura di Pasolini e di Silone, che ho omaggiato proprio in questi giorni recandomi davanti la sua tomba e dedicandogli il primo incontro di un ciclo di letture. Loro hanno senz’altro criticato il fascismo, ma hanno avuto il grande merito di non trasformarlo in altare consacrato a una doppia morale. Non appena il gioco è cambiato, hanno avuto il coraggio di guardare. E noi con loro possiamo guardare le mancanze, gli errori e le falle del presente. L’ unico modo del resto – guardare questa nostra dis-umanitá – per dare un senso all’accaduto. Come ci hanno chiesto i sopravvissuti, come ci ha chiesto Primo Levi, prima dell’ultimo volo.

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