Madri che quando scoprono la vita dentro di sé vanno in crisi, madri che sono troppo figlie ancora per essere madri, madri per cui non è vero che l’amore per il figlio supera ogni cosa.
Madri che sbagliano, tradiscono le aspettative, mancano. Madri che per un pregiudizio abbandonano il figlio a sé stesso, madri che nonostante il figlio mollano tutto. Madri che fingono di non vedere ciò che subisce il figlio. Madri che non vedono per davvero.
Madri al di là dell’equilibrio psichico, madri che non trovano nel figlio la forza per guarire. Madri che rinunciano ai loro sogni condannando il figlio a riempire i loro vuoti, madri che perdono pezzi di sé condannandolo al senso di colpa perenne.
Madri assenti al punto da non riconoscere e non essere riconosciute, madri troppo prese da stesse per concepire un destino diverso dal proprio, nel figlio. Madri che fanno troppo, insegnano tutto, meno che a cercare oltre quel legame, meno che a fare a meno di loro, meno che a nascere per davvero.
Madri che cambiano vita, madri che scelgono la vita, madri che si lasciano andare, madri che se ne vanno per scelta, e per sempre. Madri che nel loro sbaglio peggiore lasciano un messaggio al figlio, salvandogli la vita, per sempre.
Di tutto questo parlo nel mio romanzo, che infine è anche un omaggio all’amore materno e all’amore filiale, anche se non sembra, forse proprio perché non sembra, ma è senz’altro un omaggio per me che quando lo scrissi non ero madre ma ero figlia e scorgevo nella mia vita di giovane ragazza e in quella delle mie pari il bisogno profondo di abbandonare una certa visione ideale da cui inevitabilmente ogni genitore si allontana – chi di poco e chi di molto – ma si allontana sempre, facendo sentire il figlio “fuori posto”.
Forse non è altro che questo, crescere: buttare via quell’immagine ideale e abbracciare quella reale. La bambina, la ragazza, la donna nascosta bene tra le pieghe della veste ingombrante di madre.
E a propria volta concedersi il diritto di sbagliare, tradire le aspettative, mancare. Essere madri di se stessi.
Nascere di nuovo.

