Nelle ultime settimane ho dovuto sospendere il programma di letture a cui sto partecipando da qualche mese. Lo riprenderò quanto prima. Farò altre due puntate in vista di una pausa più lunga, estiva.
Devo decidere come sempre cosa leggere. Mentre porto le bimbe a scuola, mentre cammino, mentre ascolto musica, mi chiedo che senso abbia fare quello che sto facendo. Poi mi rispondo: a niente, e proprio per questo ha senso. Ho sempre pensato che celebrare la bellezza, donare e donarsi, abbia senso in sé.
Mi assillano due testi: Il diario di Anna Frank e Se questo è un uomo di Primo Levi. Entrambi più volte mi hanno salvata.
Ve li leggerò quanto prima.
Intanto a Gaza sono stati uccisi, tra gli altri, 9 dei 10 figli di una pediatra. Prima erano vivi, ora sono in dei sacchi bianchi. Lei, mentre lavorava in ospedale per salvare altre vite, ha dovuto riconoscere i corpi carbonizzati dei suoi bambini. Suo marito è in terapia intensiva.
Ecco. Questa è la fine del mondo, la fine dell’uomo.
“Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo.”
Primo Levi
“Com’è meraviglioso che nessuno debba aspettare un solo istante prima di iniziare a migliorare il mondo.”
Anne Frank

