Touch Communication

Vivere in libertà [non] è un reato

Vivere in libertà [non] è un reato

Ho ascoltato due minuti di una trasmissione televisiva che tratta il caso della coppia a cui il nostro Stato intende sottrarre i figli.
Mi sono stati sufficienti per comprendere che, al di là di questo caso, hanno iniziato una nuova guerra. Se avevano iniziato questo cammino attaccando solo persone fragili, impossibilitate a difendersi (vedi Bibbiano), ora si stanno spostando verso chiunque non aderisca alle leggi sottintese a tutti noi imposte.
Del resto, il loro unico hobby da un po’ di tempo a questa parte è dichiararci guerra. La guerra non la fanno (solo) contro le persone temporaneamente prese di mira – i no vax o la coppia libera nella natura, – no! La guerra la fanno contro tutti. Assoldano il loro esercito di opinionisti ed esperti da quattro soldi, con gli occhi spiritati e le urla scomposte, e organizzano la difesa preventiva alle loro efferatezze.
Eppure le persone a casa, i telespettatori di questo reality, sono ad un tempo le vittime e i complici. Loro non lo sospettano nemmeno ma le cose stanno così: se li convinceranno il rapimento avverrà, diversamente no.
Quella che abbiamo con i nostri rappresentanti è una relazione e come ogni relazione si fa in due. A nulla varrà nascondersi dietro le loro giacche quando ci troveremo a fare i conti con le nostre sporche, vili, coscienze.
Costoro parlano di legge, quale legge? Quella sottesa forse, non altro. Sono giurista, ne sono certa.
Costoro parlano di vita sociale. Chiedo loro, siete mai stati a casa di un magistrato o di un conduttore televisivo? Chiedete alle loro tate pagate a 600€ al mese il livello di estraneità che i loro figli hanno, non dagli amichetti di scuola, ma dai loro genitori.
Parlano di obbligo scolastico e mentono: esiste solo l’obbligo all’istruzione che va certificato con esami specifici per superare ogni annualità, e loro sono in regola.
Parlano di acqua, loro usano quella del pozzo. Oppure vogliamo entrare nelle case di tutti coloro che pur avendo una doccia non la adoperano mai?
Parlano di pediatra e su questo preferisco fare un post a parte; in questa occasione dico solo: l’obbligo è curare i propri figli, non essere abbonati al pediatra di Stato. I loro figli sono sani.
Parlano di un’intossicazione avvenuta un anno fa, ma nessuna famiglia che sia finita in pronto soccorso per questo o per altre condotte riconducibili all’errore, dunque alla colpa intesa in termini giuridici (per non aver avuto le norme di prudenza necessarie o per non aver fatto ciò che andava fatto) – colpa più o meno grave – ha mai perso la custodia dei figli. Salvo che gli incidenti siano di tutt’altro calibro e frequenza.
Parlano di mostruosità: la loro.
A questo si aggiunge una sconvolgente operazione mediatica di una violenza inaudita: quando frequentavo le aule di diritto si disquisiva sui ruoli della stampa in ordine ai criminali, e ora invece tutto è normale in merito a persone comuni. Ma la stampa serve loro per il punto di prima: convincere voi che tutto sommato lo meritano, perché voi siete e sareste stati migliori.
Demoni, criminali, che porteranno via questi e altri bambini profanando il loro nido, rompendo il loro delicato equilibrio psico-fisico, la loro armonia con i genitori che li amano e con il creato. Sono bestie di Satana da cui mi dissocio e mi dissocerò finché avrò vita in corpo, sono coloro che affollano le piazze televisive e quando richiesto anche quelle reali, eventi ad hoc con i sigilli di Stato, manifestazioni di zombie in fila per i diritti umani.
Mi dissocerò da questo e altri scempi che inventeranno ancora e che vestiranno di civiltà e di diritto, dissociati dal vero, dal giusto, da qualsiasi forma minima di decenza, di onestà intellettuale, cultura, voglia, Amore.
E i i loro sodali assoldati per disquisire del falso e dell’osceno ben avvolti nei loro completi eleganti, poveri più del povero, meretrici più delle bagasce a bordo strada, criminali più dei criminali che incarcerano e picchiano impunemente, disumani più disumani del loro stesso mandante.
Ho sbagliato ad ascoltare. Non guarderò più nulla. Concentrerò le mie energie a capire se si possa fare qualcosa di buono oppure no.
Chiedo a chiunque abbia informazioni in merito, su persone vicine alla famiglia, su qualsiasi tipo di aiuto, presidio, sostegno, manifestazione, iniziativa, di farmi sapere qualcosa. Io intanto ne sto raccogliendo altre, per metterle a disposizione di chi ne avesse interesse.
Fatemi sapere chi c’é.

Torna in alto