Touch Communication

Anonimi

Anonimi

Questa società mi va stretta. Ma mi sembra che vada stretta poi a tutti…
Qualche giorno fa mi hanno detto che se fossi nata in un’epoca diversa mi avrebbero arso al rogo come una strega, è così, l’ho sempre saputo, ma ogni epoca ha i suoi roghi…
Non ne faccio un vanto, quante volte questo è un vero limite… per chi ci ama una malformazione del carattere, per chi ci stima da lontano un carisma, per chi ci vuole proteggere un eccesso da smussare, per chi ci cura una forma di disattamento grave al primo contesto.
Ma non posso farne a meno, mi opprimono l’ipocrisia e il linguaggio tiepido e formale in cui siamo costretti, mi stancano i toni e i linguaggi che ritrovo identici nelle chat di intelligenza artificiale. Ho un bisogno ardente di parole di verità. Per verità intendo l’aderenza tra ciò che percepiamo e sentiamo e ciò che diciamo e facciamo.
È molto deprimente questa decadenza generale, questa approssimazione, questa perdita della lingua, dei mestieri, della minima speranza; tutto è volgare, e non mi riferisco alle cosce, tutto è slantentizzato, tutto è in vetrina, la rabbia, gli sfoghi, buttati lì a casaccio, senza un minimo di costruzione, senza preoccuparsi di trasmettere qualcosa…
Tutto è arte, perché nulla lo è più, chiunque può diventare scrittore o cantante, basta dirlo, chiunque può farlo, tranne chi lo è davvero… Ma dirlo, dirlo non si può, si passa subito nel girone degli invidiosi, perché in questa società il vincente è chi si afferma, in qualunque modo e forma. A suo modo ha vinto, perché ha capito le regole del gioco…
Tutto merita attenzione, tranne i nostri compagni, tranne i nostri anziani o i nostri figli, tutto conta, come se nulla contasse davvero, tutto va incluso, protetto, perché tutto è alla mercé del peggiore e tutto viene profanato.
Siamo tutti convinti di sapere come debbano vivere gli altri, ma nessuno è più in grado di accordarsi nemmeno con una persona al mondo, per un qualsiasi progetto di vita, sentimentale, amicale, lavorativo o artistico che sia…
Siamo tutti sarcastici verso gli altri, tutti convinti di stare nel giusto, ma questa incapacità a guardarci dentro, a riconoscere le nostre ombre, ci rende ogni giorno più intransigenti verso gli altri e sempre più ciechi ai nostri veri bisogni…
Quando poi, se un regista decidesse di dedicare un film alla nostra vita, nel 90% dei casi ne verrebbe fuori un capolavoro dell’horror. È sufficiente entrare in intimità con chiunque per rendersi conto di cose che dall’esterno non trapelano.
Siamo così, tragedie in corso senza copione, capolavori al ribasso, storie che resteranno anonime fino a che ce ne saranno altre sul podio. Che sollievo, anche oggi siamo tutti salvi, anche oggi c’è qualcun altro sul palco per noi.

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