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Appello internazionale: una nuova Dunkirk per Gaza

Appello internazionale: una nuova Dunkirk per Gaza

Una nuova nave della Freedom Flottilla, la Handala, è in rotta verso Gaza.
Non si può lasciare sola la Handala.

Serve approdare a Gaza in decine di migliaia, a bordo di centinaia di imbarcazioni, per salvare la vita di bambini, donne e uomini allo stremo.
Oltre un milione e mezzo di abitanti di Gaza – le cifre si riferiscono alle mappe realizzate da Israele sul territorio della Striscia – non arriveranno vivi alla fine di questa estate, se non rompiamo subito la carestia forzata imposta dallo Stato di Israele, con la complicità della stragrande maggioranza degli Stati, occidentali e non.

L’unica strada che ci è rimasta è il mare.

Con questo editoriale ci rivolgiamo perciò a tutte le ONG, alle Marine nazionali, alle compagnie di crociera, agli armatori internazionali, alle linee di trasporto marittimo, ai proprietari privati di yacht, di navi da pesca e di semplici barche: fate rotta in massa verso Gaza. Spezzate il blocco navale illegale imposto da Israele sul mare di Gaza e portate cibo e aiuti. Salviamo la vita degli abitanti di Gaza!

Il blocco navale su Gaza imposto dall’esercito israeliano è illegale ai sensi del diritto internazionale. Israele non può legalmente impedire alle navi di avvicinarsi alle coste di Gaza e di attraccarvi per portare aiuti agli abitanti. Israele non soltanto commette crimini di guerra e contro l’umanità affamando intenzionalmente una popolazione su cui sta praticando il genocidio, ma commette un crimine anche impedendo l’attracco su Gaza dei civili.

L’equipaggio della Freedom Flotilla, qualche settimana fa, è stato illegalmente sequestrato e detenuto. Ora una nuova nave della stessa flotta, la Handala, è in rotta verso Gaza. Non si può lasciare sola la Handala. Non possiamo lasciare soli gli abitanti di Gaza a rischio di estinzione di massa.

Finché a forzare il blocco navale illegale sono in pochi, per Israele è più facile agire, pur violando la legge (nell’indifferenza generale). Ma se a forzare il blocco navale illegale sono decine di migliaia di persone, su centinaia di imbarcazioni, le cose cambiano.

Serve una nuova Dunkirk, una Dunkirk al contrario. Ripetere quell’esperienza, passata alla Storia, di salvataggio di massa dei popoli attraverso il mare. Serve un approdo di migliaia e migliaia di cittadini e cittadine, a bordo di centinaia di imbarcazioni, per salvare la vita di bambini, donne e uomini denutriti e allo stremo delle forze. Che salpino dall’Italia, dalla Grecia, dalla Turchia, dalla Spagna, dalla Tunisia, dal Marocco, dalla Francia, dall’Algeria, dall’Egitto, serve che salpino anche da oltreoceano, se necessario.

Se lasciamo che la popolazione di Gaza si estingua senza fare nulla, non potremo più dirci esseri umani. Intervenire è un nostro diritto, un diritto da cui nasce un dovere. L’estinzione del popolo palestinese per fame sarà ricordata nella storia umana come il crimine più sadico e vigliacco mai commesso contro un popolo inerme. Un crimine che dobbiamo fare di tutto per impedire.

Salpiamo in massa verso Gaza, ora.

(da Kritica.it, link nei commenti)

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