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Book review | G. Bianchi: «Governare con il terrore»

Book review | G. Bianchi: «Governare con il terrore»

Non sono nemmeno a un quarto nella lettura di questo volume di altissimo livello e già mi scopro felicemente sorpresa della mia ignoranza su alcune questioni e soprattutto felice di averla potuta colmare attraverso quest’opera. Non è una lettura semplice, a mio avviso richiede tempo, e necessita di molte pause per digerire i contenuti, comprenderli, magari facendo contestualmente ricerca sui molti nomi, eventi, luoghi citati all’interno. — leggendo Giorgio Bianchi.
Un lavoro minuzioso, arguto e approfondito che lascia intravedere il lungo percorso dell’autore sul campo e sui libri. Un lavoro di ricerca dettato da un’autentica sete di Verità, sete che non può prescindere dalla condivisione con gli altri delle proprie conoscenze e consapevolezze.
Attendo di finire la lettura per poter esprimere un giudizio più approfondito in merito, ma posto che misuro un libro non dalle risposte che offre quanto dalla capacità di far sbocciare le domande, me ne viene subito in mente qualcuna:

  • Facebook (e altre realtà simili) sono in grado di incidere sulle azioni dei vari governi perché troppo ricche – e conseguentemente troppo potenti – oppure sono diventate troppo ricche e troppo potenti perché incidessero sulle azioni dei governi?
  • lo stato di perenne emergenza quale pretesto per la sovversione dello stato di diritto e la sospensione di alcuni diritti minimi e libertà fondamentali è iniziato nel 2020 oppure permane da tempo, seppure in misura sicuramente inferiore e con forme leggermente meno grottesche ed estremizzate?
  • da quando il concetto di “sicurezza” (non solo dai virus…) è entrato prepotentemente nelle nostre vite e ha preteso di sostituire ogni altra realtà e ogni altra ricerca di senso in merito al nostro essere al mondo – prima ancora che al nostro essere cittadini?
  • cosa significa “informazione” oggi? Cosa intendiamo tutti noi quando usiamo questa parola, sia che crediamo a tutto quello che ci viene propinato dai principali organi di stampa (che oggi sono semplicemente tanti tentacoli di una medesima creatura) sia che invece pensiamo ci stiano mentendo? Qual è in sintesi la ragione per cui esistono e soprattutto, cosa vogliono da noi?

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Da cittadina sono particolarmente grata a Giorgio Bianchi per il suo coraggio, per la lucidità delle sue analisi e per la sua semplicità, a cui siamo così poco abituati e che stride così tanto con l’autoreferenzialità boriosa di questi nostri tempi oscuri… che parola bella… Semplicità

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