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Book review | I. Crico: «L’antro siel del mondo»

Book review | I. Crico: «L’antro siel del mondo»

In questi giorni sto facendo una lettura molto interessante. L’antro siel del mondo (L’altro cielo del mondo) di Ivan Crico, studioso della storia e della lingua parlata nel Friuli-Venezia Giulia, nell’Istria e nel Veneto, ma anche poeta e pittore di grande talento e sensibilità.

Questo libro, che ha vinto la 15ª edizione del premio letterario nazionale di poesia dialettale (“Salvo Basso-Città di Scordia”, 2021) è una raccolta di poesie in
bisiàc (bisiacco), un dialetto della lingua veneta, con termini di derivazione dal friulano e dallo sloveno e una traccia del tedesco: un linguaggio molto ricco, che racconta emozioni, storie e culture diverse.

Di ogni poesia viene presentata poi la traduzione in lingua italiana. Agamben, uno dei più illuminati filosofi e conoscitori della nostra lingua, introduce magistralmente l’opera, e nel farlo parla di una sorta di “bilinguismo costitutivo” nella tradizione italiana, in ogni intenzione poetica e persino in ogni lingua. Più che di due linguaggi antitetici si tratterebbe, dunque, di due bussole di cui l’una conserva il segreto dell’altra.

Queste le parole di Agamben: “Si comprende allora perché Crico abbia eletto proprio il bisiàc a lingua della sua poesia – questo idioma che, sopravvissuto e modernizzato nella parlata odierna, quasi nessuno più comprenderebbe nella forma che Ivan gli dà. […] Non si tratta, allora, di una lingua altra, estranea al poeta e al suo linguaggio, ma dell’antra vita che in mi rispira […].”

Questi scritti mi hanno folgorata. Hanno la capacità di immergere il lettore nelle acque della vita, a volte putride, altre volte cristalline. In ogni caso le emozioni arrivano immediate, come cascate inaspettate in una distesa di verde, o in un deserto. E così boschi, viottoli, corpi: tutto viene reso come in un dipinto, con colori, forme, linee ben precisi. Uno di quei rari casi in cui l’arte riesce a parlare del male nel mondo e frattanto a celebrare la sua imperscrutabile e infinita Bellezza.

Ho scelto per voi alcuni dei tanti versi che più mi hanno emozionata:

Solo qualche migliaio di passi tra noi / e loro. Le vediamo le loro bandiere / nere, sentiamo le loro radio e a volte / non capiamo quello che dicono. Parlano / lingue straniere ma ti posso dire, / lo so, che hanno paura. Paura / della bellezza di chi sa ancora / nel mondo riconoscere la voce // della bellezza. […]

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