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Lo scopo dell’arte

Lo scopo dell’arte

In chi pratica l’arte in tutte le sue forme noto una doppia tendenza. Secondo alcuni lo scopo di qualsiasi espressione artistica è denunciare le ingiustizie del mondo, riflettendo la realtà in tutta la sua limitatezza e crudeltà. Secondo altri lo scopo è invece esprimere il bello, il puro, il possibile, affinché le persone possano elevarsi attraverso di essa.

Sono due visioni entrambe illuminate a loro modo, ma hanno entrambe un prezzo da pagare. La prima rischia di soffocare in un clima negativo autoalimentante e, non di rado, vale l’esclusione sociale dell’artista dai percorsi principali della società (questo è tanto più vero quanto quella società è appunto ingiusta), la seconda rischia di tralasciare troppa parte delle cose del mondo, planando sopra la superficie, e di essere facilmente confusa con la tendenza dei più a seguire la moda del momento, e in definitiva a fare la eco della voce del potente di turno.

In che modo è possibile allora trovare la propria strada? È davvero impossibile riuscire a fare entrambe le cose, ovviamente ognuno in base ai propri talenti e alle proprie sensibilità?

Personalmente, quando – di rado – scorgo entrambe le cose in un libro, in un dipinto, in una canzone, sento che l’arte ha centrato il suo scopo.

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