Si può anche piangere di gioia. A me è accaduto oggi. Questo racconto di Donato Scienza dedicato ad Elettra, la protagonista del mio ultimo romanzo, ha ricomposto una frattura dentro di me. Una storia non dovrebbe mai avere la parola fine, una parola che vince sulle altre. Ecco perché da un po’ di tempo cerco qualcuno in grado di darmi una storia diversa, di mostrarmi in parole ed immagini, come altro sarebbe potuta andare. Oggi inaspettatamente la prima nuova rotta è arrivata.
Ecco a voi “Elettra” di Donato Scienza
Elettra siede alla sua scrivania, una tavola di legno consumato, circondata da fogli ingialliti strappati dalle tante moleskine usate. La poca luce all’ imbrunire filtra attraverso la finestra, dipingendo la stanza di sfumature spettrali ma allo stesso tempo evocative. Vi è calore nella stanza ma un calore che non riesce a schiudere il gelo che da troppo tempo stava avvolgendo il suoi pensieri veloci.
Da anni, Elettra scriveva. Le sue parole, vibranti di emozione e di dolore, desiderano in maniera quasi ossessiva di raccontare una vita volutamente vissuta ai margini. Ogni pagina è un pezzo di Elettra, un atto di ribellione contro un mondo che l’aveva consapevolmente ignorata. Nonostante gli sforzi, le sue opere non avevano trovato il riconoscimento che anche lei non credeva di meritare; le lettere di rifiuto si accumulavano come macigni sul suo spirito, opprimendola sempre di più.
Questa sera, il pensiero del gesto eclatante, del gesto che pone fine a tutte le emozioni ed a tutti i sentimenti, si sta facendo largo nella sua mente. Elettra percepisce come un riflesso distorto in uno specchio, incapace di vedere la propria bellezza, intrappolata in una vita di sofferenza e di quotidiane aspettative.
La sera precedente, Elettra chiuse gli occhi e ripensò a un passaggio del suo romanzo inedito, dove un personaggio, in un momento di crisi, scopriva il potere della scrittura come un’ancora di salvezza. Ma per lei, quella voce pareva lontana, inafferrabile ed irraggiungibile. La penna tremava tra le sue dita, il peso della sua esistenza si rifletteva in ogni colpo di inchiostro sui fogli ingialliti dei taccuino moleskine.
In quel momento, la figura dello scrittore si materializzò davanti a lei, come un fantasma del passato. “Le parole possono salvare, Elettra,” le sussurrò, “ma a volte, devono anche distruggere.” Gli occhi dell’immaginario scrittore erano pieni di comprensione, un invito a trasformare il dolore in bellezza, piuttosto che in disperazione ed abbandono.
Elettra ora si sente intrappolata in un labirinto senza uscita. La sua vita, una serie di eventi dolorosi, aveva intaccato la sua capacità di sperare e di credere fortemente in sé stessa. Con un gesto deciso, apre un cassetto e vi trova una piccola ampolla di inchiostro viola simbolo della sua passione, ma anche della sua sofferenza.
Con un ultimo respiro profondo e tormentato, Elettra si avvicina al foglio bianco. Le parole iniziano a fluire, un torrente di emozioni che non può , non vuole, non riesce più a placare.
“Non sono solo parole,” sta con forza imprimendo sui fogli, “bensì un ultimo e forsennato urlo alla vita.”
Nell’ attimo esatto in cui l’inchiostro si sta asciugando, Elettra capisce che non è il gesto estremo a dare significato alla sua esistenza, ma la capacità di trasformare il dolore in arte, in scrittura
Con un velo di romantica melanconia, chiude il quaderno, decisa a combattere un altro giorno, a scrivere una pagina in più nella storia di quella vita che forse iniziava ad assumere una forma assolutamente artistica
Elettra non avrebbe lasciato che il suo nome fosse dimenticato. La sua storia, il suo dolore, avrebbero trovato una voce, e quel giorno, in un angolo del mondo, una scrittrice senza riconoscimenti avrebbe finalmente brillato.
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Donato si trova in un momento di grave difficoltà, e ha un fratello con una disabilità; per questo scrive mini racconti e poesie, su vostra richiesta. Sia i racconti, che le poesie, saranno personalizzati. Vi saranno inviati entro pochi giorni al costo di 5 € cad.

