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Il procedimento per l’adozione internazionale | Estratto da Cap. I

Il procedimento per l’adozione internazionale | Estratto da Cap. I

I bambini persi
Nelle notti nei boschi
I bambini persi chiamavano per essere trovati. Non c’erano le stelle?
Le stelle erano gli occhi dei lupi. Non c’era la luna?
La luna era le fauci dei lupi. I bambini persi erano spaventati?
Sì, chiamavano tanto.
Svegliavano gli animali addormentati.

Vivian Lamarqe

L’adozione presuppone sempre l’esistenza di carenze sia da parte della coppia sia da parte del bambino; la coppia, infatti, nella maggior parte dei casi, non ha potuto generare dei figli, con un conseguente vissuto di vergogna e di colpa, mentre il bambino non ha potuto godere delle cure di una coppia genitoriale, con conseguente senso di inadeguatezza e vissuti di impotenza a farsi amare (Cesaro, 1997). Il progetto adottivo nasce spesso da queste carenze ed è volto a colmare lacune e vuoti di entrambe le parti, che ricorrono l’una all’altra in una dinamica compensatoria e riparatoria del danno subito.

La Dell’Antonio (1986) ha affrontato il problema dell’interazione tra fantasie genitoriali e vissuti abbandonici dei bambini nei casi di adozione nazionale e internazionale, mettendo in risalto come questo combinato disposto possa dar luogo ad una miscela esplosiva in grado di far fallire l’adozione stessa.

Nell’affrontare le problematiche psicologiche legate all’adozione bisogna partire innanzitutto con l’analizzare la ferita narcisistica che marca entrambe le parti, seppure in modi e con intensità diverse (Guyotat, 1985). La coppia porta addosso i segni di una difficoltà o impossibilità generativa difficile da elaborare, che potrebbe portare i due partener a voler assimilare il bambino al proprio nucleo familiare, per sentirsi finalmente capaci di procreare un bambino, a discapito di una effettiva capacità di donarsi per l’altro e di amarlo per quello che è realmente. Bisogna quindi essere cauti nel reputare il cosiddetto amore salvifico come un elemento positivo ai fini della dichiarazione di idoneità, intendendo con questa espressione la volontà della coppia di donare un amore altruistico a qualunque bambino senza tenere conto delle proprie esigenze e necessità (Pati, 1999).

Quello adottivo è un rapporto umano come tutti gli altri, ed è quindi caratterizzato dalla stessa compresenza di due amori: quello per sé stessi e quello per l’altro. Una coppia che sia in grado di riconoscere ed elaborare i propri bisogni di genitorialità e nello stesso tempo di voler accogliere un bambino in difficoltà, avrà maggiori possibilità di riuscita nel percorso adottivo perché saprà affrontare realisticamente i diversi problemi che un’adozione comporta.

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