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Lo stato delle cose

Lo stato delle cose | Lo Stato delle cose

– “Votanti convinti o astensionisti delusi?”
– “È più colpa della Meloni o della sinistra?”
– “Chi ha davvero ucciso Chiara?”
– “É meglio Elodie o Annalisa?”
– “I Cinque Stelle? Tutti voltagabbana o c’era quello sincero?”
– “Sono più cattive le donne o gli uomini?”
– “Si stava meglio coi manganelli e l’olio di ricino, o nel mercato libero a colpi di precarietà e sfruttamento?”

Ogni giorno immersi in questa guerra orizzontale, fatichiamo ad accorgerci che la vera guerra è verticale: è quella che parte dall’alto, dal potere, e schiaccia noi, le nostre vite, i sogni dei nostri figli. Mentre noi ci scanniamo per i più incredibili temi, l’Italia si spezza definitivamente.
Come popolo non abbiamo mai avuto una grande dignità, basti vedere con quale facilità siamo passati dallo sventolare i fazzoletti al passaggio di Mussolini all’acclamare una democrazia che non abbiamo mai davvero desiderato, costruito, protetto.
Ma a forza di camminare a testa bassa, non ci siamo nemmeno accorti che stiamo marciando spediti verso l’inferno, né di essere da moltissimo tempo nelle mani di un potere marcio, disumano, direi pure satanico, se ancora avessimo il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.

Facciamo un bel riassunto, giusto per non perderci nei dettagli:
– Il governo Meloni l’8 giugno ha rinnovato tacitamente l’accordo di cooperazione militare con Israele, quello del 2003, mentre a Gaza si continua a morire ogni giorno [fonte: Giuristi Democratici, Il Manifesto, 9/6/25].
– Ha votato contro il cessate il fuoco a Gaza in sede UE, schierandosi di fatto con chi bombarda i civili e blocca gli aiuti umanitari [fonte: documenti Consiglio UE, giugno 2025].
– Ha avallato la proposta di aumentare la spesa militare europea fino al 5% del PIL, cioè miliardi tolti a scuola, sanità e servizi pubblici per buttarli in armi e guerra [fonte: Consiglio europeo, comunicato stampa 20/6/25].
Ma non è finita qui.

Il colpo di teatro arriva pochi giorni dopo. Il 21 e 22 giugno 2025, Trump bombarda l’Iran: operazione “Midnight Hammer”, bombardieri B‑2, bunker-buster, Tomahawk, siti nucleari devastati. E cosa fa la nostra Presidente del Consiglio? Il 25 giugno, in un incontro NATO all’Aia (Olanda), dichiara pubblicamente di sperare che Trump tenga la stessa linea dura anche con la Russia, perché – parole sue – “Putin non vuole fare passi verso la pace”.
Ricapitolando: bombardano l’Iran, e lei auspica che la stessa “determinazione” venga usata contro la Russia. Non stiamo parlando di diplomazia. Parliamo di fuoco.

Nel frattempo, ecco che rientra in scena Conte, proprio lui che affacciandosi dalla finestra televisiva come un vecchio duce o un padre protettivo a cui è partita la testa, ha messo ai domiciliari milioni di persone, regolamentato persino le cene di Natale, spaccato famiglie e amicizie con la politica dell’odio più grave della storia democratica, lui che ha sostenuto il fallimento pilotato della piccola media impresa e messo k.o. il settore della ristorazione, di fatto facendo piombare il nostro Paese in una guerra civile mostruosa, ora si atteggia a salvatore della patria, difensore dei deboli, custode della pace e della Costituzione.

Facce di bronzo ovunque.
E noi? Noi siamo qui, sempre più poveri, sempre più feriti ad ogni passo da questo odio che un po’ buttiamo sugli altri e un po’ ci torna indietro. Ogni giorno un poco più stanchi e un poco più invischiati nei soliti teatrini.
Tutto pur di non accettare l’idea che una guida valida davvero non ci sia e mai ci sarà se il terreno in cui camminiamo continuerà ad essere tanto marcio. Non ci sarà finché non affronteremo con un po’ di coraggio, di amore per la vita, e di gioia di vivere, lo stato delle cose (o dovrei dire lo Stato delle cose?) per poter immaginare, edificare e proteggere, finalmente, qualcosa di nuovo.

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