Touch Communication

Rivoluzione intima

Rivoluzione intima

Fuori di qui accadono cose.
Come immaginavo, stare qui solo per pochi minuti ogni tanto alleggerisce la mente, rinforza i pensieri, cura lo spirito.
Vedo le cose sempre più lucidamente, ho nuovi contatti, nuove idee sulla mia scrittura, nuovi linguaggi da sperimentare.
Ora una delle cose che mi sta incuriosendo di più è la commistione di mondi, luoghi, spazi, che si sta creando intorno al progetto editoriale “Sfavoleggiando”, a cui sto prendendo parte con una mia fiaba, la mia prima fiaba, Unicchetta e il gruppo dei Ricalchini.
La cosa più straordinaria è che hanno risposto al mio richiamo in tanti, e che si stanno unendo, tra illustratori e scrittori, persone afferenti a mondi culturali diversi.
Sì, sembra assurdo dover parlare di “mondi”, ma oggi è così. Esistono mondi, bolle, dove ognuno di noi può sentirsi al sicuro, certo che le proprie idee saranno accolte.
Ma, mi chiedo, a cosa serve una cultura ridotta a specchio specchio delle mie brame?
No, io voglio di più.
Per anni sono stata zitta, perché non ero disposta a tramutarmi in uccello da gabbia, ma ora che ho deciso di tentare il volo, non lo farò certo per essere acclamata da ali come le mie, né per avere successo (che parola, ragazzi!), né per nutrire il mio ego di pallide conferme, no, lo farò solo per sentire il brivido dell’altezza. Per rischiare ogni istante di essere sbranata da un uccello feroce, di cadere a terra all’improvviso.
In questi anni non sono riuscita a convincere persone per me importanti, pazienza. Fa parte del rischio. Restano i tentativi che ho fatto con tutta me stessa, per non avere mai rimorsi, perché amo troppo la vita per non fare in modo che la realtà rispecchi fedelmente ogni mio slancio, e sono tanti! Restano i sogni che lasciano l’amaro in bocca, gli accadimenti incorporei, come fidati e amorevoli messaggeri, ma ho imparato troppo tardi che nulla si costruisce da soli, e che rispettare gli altri, anche quando si vedono lontani da noi, è la più alta forma di amore.
La realtà, del resto, è fatta di una sostanza diversa dai desideri, dai sogni; ed ho imparato ad amarne e rispettarne i limiti. Non tutto è possibile e non tutti possono desiderare fare pezzi di strada con noi.
Ci sono invece tante altre persone che, inaspettatamente, possono darci moltissimo.
Una delle sfide che prevede l’altezza che desidero è questa: la sfida del dono, la sfida dell’incontro reale con l’altro, il tentativo folle di portare la propria visione laddove non è già prevista.
Guarda caso, mentre faccio queste rivoluzioni interori, ricevo una proposta che mi ha gratificato molto: parlare di alcuni temi sollevati dal mio romanzo in un contesto che ha idee di partenza distanti dalle mie, ma che dimostra attenzione, interesse, stima per le mie, così come le tratto nel mio romanzo, così come le vivo nella mia vita di tutti i giorni.
Ecco, per me la cultura non è un fatto di numeri, di vendite, di follower, è una breccia che si apre all’improvviso, nel mio cuore che fa spazio a persone nuove (anche solo perché guardate da una nuova lente, o senza lenti!), e nel cuore di altri che fanno spazio a me.
E intanto, inaspettatamente – e anche senza la promozione serrata dei primi mesi – il mio libro continua a viaggiare, ci sono dei progetti aperti in varie scuole di Italia, delle nuove collaborazioni, una proposta per dei video su alcune tematiche sollevate dalla storia di Viola e Elettra, degli inviti a incontri intimi da parte di alcuni circoli di lettura… e poi, c’è lui, il dipinto ispirato al romanzo, Seduzione distruttiva di Antonio Zenadocchio che continua a girare di mostra in mostra, di evento in evento, fino a quest’ultima premiazione e – nei nostri desideri – molto oltre. Cammina da solo e accanto alla sua storia, e ne racconta altre, del tutto nuove, o forse nate prima ancora, chissà.
Ora che tutto questo sta accadendo mi chiedo come abbia potuto farne a meno così a lungo.
Non intendo più smettere di credere che un cambiamento, minimo, delicato, proprio per questo radicale, sia possibile.
Non so se basti la nostra rivoluzione interiore a cambiare la realtà esterna. So solo che nessuna trasformazione tangibile è mai avvenuta senza la rivoluzione intima tormentata personale di qualcuno come noi.

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