Qualche giorno dopo dalla morte di mia nonna, ad agosto, scrissi una mail ad una persona che ha un certo seguito in zona. Volevo farle una sorpresa, tardiva. In realtà era un’idea che avevo tenuto da parte per i suoi 100, e invece poi… Allora ho pensato di fare questo gesto simbolico dopo: ne sarebbe stata sicuramente contenta, anche se ormai in un’altra forma e dimensione. Mandai un messaggio intimo, a suo modo forte, pieno di dettagli e foto/video personali. Prima non avrei potuto, ma ora che non c’è più, nemmeno la privacy conta più, conta ugualmente il decoro.
Gli mandai solo alcuni video in cui lei di fatto recitava, un’attrice di teatro mancata quale era. Non ho avuto nemmeno una risposta. Era una persona con cui mi ero interfacciata in passato, per una presentazione, per un suo libro che ho comprato, regalato e recensito. Non volevo favori, quelli non li ho mai chiesti a nessuno, speravo solo in una risposta. Qualora la cosa che chiedevo – perfettamente in linea con la sua attività sul web – in questo caso non sarebbe stata possibile avrei capito, non sono una persona ottusa né prepotente, ma avrebbe potuto darmi comunque un riscontro.
Allora, passato un tempo congruo, quando mi accorsi che non mi avrebbe mai risposto, gli mandai un messaggio dicendo che mi sarei aspettata, ingenuamente, una considerazione, una risposta. Non ha risposto nemmeno a questo.
Poi ci ho riflettuto su e mi sono accorta che continuo a parametrare il mondo su come avrei agito io. Ma io sono senza potere, senza un – seppure piccolo – successo. E ho pensato “per fortuna!”. Il guaio è che io non lo dico per dire, lo sento davvero, e da sempre. L’idea di poter cambiare per soldi o per un piccolo potere mi ha sempre turbato oltremodo, al punto da spaventarmi a morte e fermarmi prima del tempo.
Non l’ho mai davvero voluto. Io credo che l’universo risponda a ciò che noi veramente vogliamo, ma non come anelito astratto, piuttosto come reale quotidiana concreta possibilità. È che io mi sentirei fallita a vendere migliaia di copie e a non trovare il modo, il tempo, di emozionarmi davanti a un’anima qualunque. Per dirle “ciao, grazie per avermi pensato, davvero non posso, ma vi porto nel cuore!”.
E allora penso che deve essere davvero forte quell’uomo che avendo davanti a sé tante teste e tante anime e potendo incidere, lo fa abbandonando proprio quel piccolo potere e collocandosi nel basso, dove si trova l’altro. Dove ci troveremo sempre tutti noi, sempre. Se non oggi domani, se non domani, quel giorno.

