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Come fare bibliografia e sitografia della tesi

Come fare bibliografia e sitografia della tesi

Oggi ti parlo di come fare bibliografia e sitografia della tesi o di qualsiasi altro tipo di testo. Mettiti comodo e impara tutti i trucchi per dare il tocco finale al tuo elaborato.

Come fare bibliografia e sitografia della tesi

1 Bibliografia finale: che cos’è?
1.1 A cosa serve?

2 Sitografia

3 Errori da non fare

4 In quale ordine inserisco le fonti?

5 La bibliografia deve avere una o più sezioni?

6 A quale stile faccio riferimento?
6.1 Esempi di stile

7 Come inserisco tutti i dati di ogni fonte?
7.1 Libri con unico autore
7.2 Libri con più autori
7.3 Articoli scientifici
7.4 Saggi contenuti in un altro testo
7.5 Siti e libri in rete

 

1 Bibliografia finale: che cos’è?

Come ti avevo già spiegato nel mio articolo sulla ricerca bibliografica spesso tra questi due prodotti si fa molta confusione. In realtà, nonostante le somiglianze, si tratta di cose molto diverse. La ricerca bibliografica consiste in una serie di titoli e link utili alla stesura della tua tesi o di un elaborato scientifico. È sterminata e include anche libri che poi, dopo la consultazione, risulteranno inutili e non citerai all’interno del testo. Invece, la bibliografia finale, di cui ti parlerò oggi, è l’elenco delle sole fonti che davvero hai inserito all’interno della tesi o del tuo articolo e che quindi compaiono anche nelle note. La bibliografia solitamente si colloca alla fine dell’elaborato, dopo le conclusioni.

1.1 A cosa serve?
Ma a cosa serve la bibliografia finale? È molto utile, insieme all’indice, a chi è interessato a consultare il tuo lavoro e vuole avere qualche informazione in più in merito. Consultandola, infatti, si può capire in modo veloce il grado di scientificità e approfondimento che possiede il tuo elaborato. Inoltre, dà anche immediate informazioni in merito gli autori e agli studi consultati. Ad esempio, per sapere se hai citato un determinato autore, basta scorrere la lista in ordine cronologico alla ricerca del cognome di quell’autore.

2 Sitografia

La sitografia è l’insieme delle fonti presenti in rete, da te consultate e inserite nella tesi e nelle note. Si tratta, quindi, di siti attendibili e di valore scientifico oppure di documenti scientifici (es. estratti di manuali) pubblicati sul web. La sitografia può rappresentare una sezione a sé stante, solitamente inserita dopo la bibliografia, oppure parte integrante di quest’ultima. Molto dipende dal numero di fonti. Se i siti che hai citato sono pochi è possibile inserirli in ordine cronologico all’interno della bibliografia. Invece, se sono molti è consigliabile fare una sezione a sé stante. In ogni caso devi attenerti alle preferenze della tua facoltà o del tuo relatore.

3 Errori da non fare

Ecco un piccolo elenco di cosa non devi fare nella compilazione di bibliografia e sitografia:

  • non rispettare lo stile indicato dalla tua facoltà o dal tuo relatore
  • usare stili diversi per le varie fonti
  • dimenticare di inserire tutte le opere e i siti consultati che compaiono nelle note
  • citare libri, articoli o siti che non hai inserito nel testo e non sono quindi neppure nelle note a piè di pagina

4 In quale ordine inserisco le fonti?

Per capire l’ordine da seguire nella compilazione di bibliografia e sitografia, innanzitutto leggi attentamente le linee guida fornite dalla tua facoltà o dal tuo relatore (a volte possono essere diverse). Cerca la sezione dedicata alla bibliografia e alla sitografia e segui alla lettera le direttive che trovi al suo interno. Ci sono, infatti, specifiche regole da rispettare sia per l’ordine dell’elenco sia per l’inserimento di tutti i dati relativi ad ognuna di esse (nome, titolo, anno, etc.).

La prima cosa da tenere a mente è l’ordine da seguire: è da preferire l’ordine cronologico del cognome dell’autore. Andranno quindi inseriti prima i cognomi che iniziano con la A e in ultimo quelli che iniziano con la Z. Se uno stesso autore ha pubblicato più libri segui l’ordine cronologico: inserisci prima quello più vecchio e poi quello più recente.  

5 La bibliografia deve avere una o più sezioni?

Un’altra cosa da capire è se la bibliografia avrà un’unica sezione generale o più sezioni. Può capitare, infatti, che venga richiesto di separare alcune fonti dalle altre, creando una sezione a parte. È questo il tuo caso se ti stai occupando di una tesi giuridica. Potrai prevedere una sezione specifica chiamata, ad esempio, “Riferimenti normativi” dove inserire tutte le leggi e le sentenze consultate e citate nella tesi. In questo modo creerai una separazione tra libri e articoli e tutti i riferimenti legislativi e giurisprudenziali. Questa struttura renderà più veloce la consultazione e più ordinata la bibliografia.

6 A quale stile faccio riferimento?

La prima cosa da capire in merito allo stile da usare per la bibliografia è che ne dovrai scegliere uno e mantenerlo in tutte le pagine della bibliografia finale. È fondamentale, infatti, una omogeneità delle fonti in essa contenuta. Esistono stili diversi per la realizzazione della bibliografia, in funzione della disciplina di riferimento. Inoltre, ogni relatore può avere un proprio stile preferito. È fondamentale, quindi, consultare le linee guida e confrontarti con il docente che segue il tuo lavoro di tesi.

6.1 Esempi di stile
Per le tesi di laurea di facoltà umanistiche si adotta lo stile che ti illustrerò nei prossimi paragrafi, oppure il metodo Harvard (chiamato Autore-Data). Per le tesi di medicina e infermieristica si ricorre prevalentemente allo stile Vancouver. Secondo questo metodo le fonti in bibliografia vanno numerate progressivamente in base all’ordine con cui sono state inserite nella tesi.

7 Come inserisco tutti i dati di ogni fonte?

Una volta compreso l’ordine delle fonti, dovrai capire come inserire tutti i dati relativi ad ognuna di esse. I dati variano in funzione del tipo di fonte (libro, articolo, sito). Ad, esempio, un libro deve avere cognome dell’autore, iniziale del nome, titolo, città di pubblicazione, casa editrice, anno di pubblicazione. Se hai consultato delle riviste dovrai inserire anche il nome della rivista, il numero e le pagine complessive dell’articolo.

Nelle prossime sezioni ti offro un esempio dello stile adottato in ambito umanistico.

7.1 Libri con unico autore
Per citare un libro con un unico autore in bibliografia inserisci questi dati:

  • cognome dell’autore e nome puntato
  • titolo del libro in corsivo
  • luogo di pubblicazione
  • casa Editrice
  • anno di pubblicazione

I vari elementi saranno separati tra loro dalla virgola, come puoi vedere in questo esempio:

Ramondino F., Passaggio a Trieste, Torino, Einaudi, 2000

7.2 Libri con più autori
Quando un libro è stato scritto da più autori dovrai inserirli tutti seguendo l’ordine alfabetico. Se sono più di 3 inserisci la formula AA.V.V. (autori vari). Gli altri elementi sono gli stessi, come vedi in questo esempio:

Centanni M., Daniotti C., Pedersoli A., Istruzioni per scrivere una tesi, un paper, un saggio, Milano, Bruno Mondadori, 2004.

7.3 Articoli scientifici
Se nella tua tesi hai citato anche articoli scientifici in bibliografia dovrai riportarli inserendo:

  • cognome e nome puntato dell’autore
  • titolo in corsivo
  • in “nome della rivista”
  • anno della rivista
  • numero della rivista
  • data di pubblicazione della rivista
  • numero delle pagine iniziale e finale dell’articolo (facoltativo)

Esempio: Baldoni F, Autenticitá, emozioni e salute: un sottile filo conduttore in “Quaderni di Psicoanalisi e Psicodramma Analitico”, 2005, 1(2), 57-78.

7.4 Saggi contenuti in un altro testo
Se hai citato nella tesi un saggio scritto da un autore e contenuto all’interno di un libro di un autore diverso devi inserire i seguenti dati:

  • cognome e nome puntato dell’autore del saggio
  • titolo del saggio in corsivo
  • cognome e nome del curatore dell’opera seguito dalla formula (a cura di)
  • titolo del libro che contiene il saggio, in corsivo
  • luogo di pubblicazione
  • casa Editrice
  • anno di pubblicazione

Ecco un esempio: MacCallum, G. C. Jr., Libertà negativa e positiva, Carter I, e Ricciardi M. (a cura di), in L’idea di libertà, Milano, Feltrinelli, 1989.

7.5 Siti e libri in rete
Se hai consultato e citato nella tesi siti scientifici o libri pubblicati in rete, devi inserire i seguenti dati:

  • autore dell’articolo/intervento contenuto nel sito o del libro pubblicato in rete
  • titolo del documento
  • anno
  • nome e indirizzo url del sito
  • data di ultima consultazione del sito (facoltativo)

Esempio: Ascolese A,  Le strategie di Coping e l’ottimismo, 2013, State of Mind, www.stateofmind.it/2013/10/coping-ottimismo, u.c. 28/03/2019

A questo punto sei pronto per scrivere la parola fine sulla tua tesi di laurea. Non ti resta che dedicarti alla stampa e catapultarti nel mondo del lavoro preparando un Curriculum Vitae e una lettera di presentazione coi fiocchi.


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