Se ti mancano pochi esami e sei vicino alla laurea devi cominciare a pensare alla cosa più importante: come si scrive una tesi di laurea. Vediamo insieme tutti i passi per centrare l’obiettivo al meglio.
1 Come scegliere l’argomento giusto 2 Primo incontro con il relatore: cosa chiedere? 3 Ricerca bibliografica e reperimento: da dove si comincia? 4 Analisi e traduzione delle fonti bibliografiche 5 Indice provvisorio: cos’è e quando diventa definitivo? 6 Stesura tesi di laurea: poche regole da rispettare 7 Ora sei pronto per introduzione e bibliografia 8 Impaginazione e stampa della tesi
Come scegliere l’argomento giusto
Se sei vicino alla laurea devi cominciare a pensare all’argomento da trattare per la tua tesi. Durante il percorso universitario hai studiato tante materie e probabilmente ne hai già una preferita e hai un argomento che ha colpito di più il tuo interesse. In tal caso puoi partire da lì. Comincia a contattare il relatore che insegna quella disciplina e a proporgli il tuo argomento. Non sempre il relatore accetterà la tua proposta. Ogni relatore ha una serie di argomenti da sviluppare con i tesisti durante l’anno e quindi potrebbe attribuirti un argomento a cui non avevi pensato. In tal caso, se l’argomento ti piace nessun problema, ma se non ti piace non ti resta che essere chiaro con lui e cercare un altro relatore con cui sviluppare la tua idea. Una volta identificato l’argomento devi cominciare a fare una prima ipotesi su come trattarlo. Immaginare gli sviluppi e le cose che vuoi approfondire ti guiderà nella fase di ricerca del materiale. Solo in quel momento ti renderai davvero conto se il tuo argomento è valido, se c’è materiale sufficiente per tutti gli aspetti e, quindi, è realmente fattibile.Primo incontro con il relatore: cosa chiedere?
Una volta ricevuta la sua fiducia, approfitta per parlare il più possibile con il tuo relatore e chiedere tutto quello che ti occorre per procedere al meglio. Cerca di capire quali sono i suoi maggiori interessi, come intende procedere, se ha dei libri o dei portali da segnalarti. E’ fondamentale sapere se lui stesso ha scritto qualcosa a riguardo. In tal caso è da lì che dovrai partire per capire cosa si aspetta da te. Prima di salutarlo ricorda di chiedere dopo quanto tempo vuole che torni da lui con la prima parte del lavoro e cosa vuole che tu faccia di preciso. Alcuni vogliono solo un elenco di fonti (ricerca bibliografica), altri una bozza di indice, altri ancora qualche pagina di stesura. E così via. Infine, chiedi il modo in cui è possibile contattarlo in caso di bisogno (mail, telefono o orario di ricevimento). Il ruolo e il confronto con il relatore sono fondamentali perché sarà lui a dover approvare il tuo lavoro e dovrai essere certo di rispettare il suo gusto. A questo proposito confrontati anche sulle norme tipografiche. A volte ad esempio i relatori chiedono agli studenti di inserire caratteri e margini differenti da quelli scritti nelle linee guida. E’ meglio saperlo prima per evitare di fare un doppio lavoro dopo esserti presentato da lui con il primo capitolo scritto.Ricerca bibliografica e reperimento: da dove si comincia?
Sei giunto alla seconda fase della realizzazione della tua tesi di laurea. Ora devi dedicarti a ricerca bibliografica e reperimento del materiale. Cominciare è la parte più difficile e potresti sentirti scoraggiato. Tuttavia, non appena inizierai a muovere i primi passi ti renderai conto di potercela fare. Innanzitutto devi capire se il tuo Ateneo ha predisposto una biblioteca virtuale. Se è così, rivolgiti in segreteria e chiedi i dati di accesso (ad ogni studente vengono attribuite una User ed una password personalizzate). Ora inserisci nel motore di ricerca le parole-chiave del tuo argomento e gli autori che intendi cercare. A questo punto inizia una ricerca ad ampio raggio sul web. Scegli un motore di ricerca affidabile (Google non è l’unico) e inizia a cercare titoli di libri, articoli, siti attendibili, portali su cui fare nuove ricerche. Tieni presente che i portali sono infiniti e quindi devi informarti su quelli specializzati nel tuo ambito. Alcuni degli articoli al loro interno sono scaricabili gratuitamente, altri vanno acquistati, a prezzi spesso molto alti. Un’altra tappa utile è la biblioteca: qui potrai osservare gli scaffali o fare una ricerca sui PC interni. Alcuni libri sono da consultare per intero. In questo caso ti conviene prenderli in prestito per visionarli con calma. Di altri ti servono solo poche pagine, che puoi scrivere direttamente sul PC o fotocopiare. Man mano che raccogli nuove fonti comincia a segnarle su un file. Tutti insieme andranno a formare la tua ricerca bibliografica, cioè l’insieme delle fonti che vorresti consultare per la stesura. Questa non va confusa con la bibliografia finale, ossia il file su cui riporterai l’elenco delle fonti realmente citate nella tesi. Il materiale va reperito tenendo a mente il tuo argomento e tutti gli aspetti che vuoi trattare. Saranno quelle le parole-chiave da inserire nei motori di ricerca o nei database della biblioteca e della libreria in cui ti recherai.Qualora su uno specifico punto non trovi sufficiente materiale dovrai accantonarlo. Viceversa, se un aspetto che non avevi consideratoti colpisce puoi inserirlo nella traccia iniziale.Analisi e traduzione delle fonti bibliografiche
Ora che hai reperito diversi libri e scaricato molti articoli sul tuo PC cominci a considerare che molti di essi sono scritti in una lingua diversa dall’italiano, soprattutto in inglese. A volte è proprio il relatore a chiederti di inserire solo fonti in inglese. Questo capita soprattutto per tesi che si basano su ricerche e studi scientifici come ad esempio per la facoltà di psicologia. Devi così affrontare il problema di tradurre tutti gli articoli in inglese, ma spesso si tratta di decine e decine. Puoi impiegare giornate intere nel tentativo di tradurre da una lingua che non conosci (con ogni probabilità ottenendo un testo in… un’altra lingua incomprensibile), rivolgerti a traduttori che ti chiederanno centinaia di euro oppure cliccare qui.Indice provvisorio: cos’è e quando diventa definitivo?
Ora che hai in mano tanto materiale può prendere forma il cosiddetto indice provvisorio. La tua traccia può diventare più dettagliata e prevedere dei titoli di possibili capitoli e paragrafi che andranno a strutturare la tua tesi. Tieni presente che l’indice definitivo prenderà forma solo alla fine, sulla base di quello che avrai realmente scritto nella tesi e non il contrario. Seguendo il tuo indice provvisorio potrai organizzare meglio tutto il materiale raccolto. Ad esempio puoi creare delle cartelle con il nome di ogni capitolo e inserire lì il materiale corrispondente, per una consultazione più agevole. A questo punto devi capire come citare le fonti nel testo e come renderlo unico. La tesi deve essere solo tua!Stesura tesi di laurea: poche regole da rispettare
Qualunque sia la tua facoltà, per scrivere una tesi di laurea ci sono delle regole da rispettare sempre:- linguaggio: devi scrivere in modo semplice e chiaro, comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Il testo non deve avere errori né prevedere periodi troppo lunghi. Puoi usare espressioni tecniche, ma ricordandoti di spiegarle sempre
- stile: la tua tesi deve avere uno stile riconoscibile. Usa sempre le stesse forme verbali, evita di passare dal singolare al plurale, usa una narrazione coerente in tutto il testo
- oggettività: anche se dovrai far capire il tuo punto di vista, questo dovrà sempre basarsi su studi e ricerche scientifiche. Evita, ad esempio, frasi come è senz’altro meglio senza spiegare secondo quale studio sarebbe meglio
- uso corretto delle note: le note servono ad inserire approfondimenti senza interrompere il discorso oppure a specificare la fonte. Possono essere inserite a piè di pagina o all’interno del testo
- originalità: la tua tesi deve trattare l’argomento in un modo nuovo rispetto a qualsiasi altro elaborato sull’argomento. Anche se si fonderà su studi già esistenti è fondamentale che il modo in cui scegli di farlo sia frutto di una tua rielaborazione personale
- rispetto della normativa antiplagio: leggi qui.

