Nella settimana che sta volgendo al termine abbiamo lanciato un sondaggio sulla nostra pagina Facebook per chiedervi di cosa avrebbe dovuto parlare il nostro prossimo articolo: come scrivere un’introduzione della tesi degna di un libro o come strutturare il suo indice. Il 78% di voi ha votato per l’introduzione, che quindi ha vinto alla grande!
E allora eccomi qui puntuale a parlarti di come si scrive un’introduzione alla tesi di laurea da premio Pulitzer. 😉 Siediti accanto a me, con una tazza di caffè in mano. Ti tolgo ogni curiosità e ti do tante chicche per aiutarti a scrivere un’introduzione da far leccare i baffi!
1 Qual è il momento giusto per scrivere l’introduzione?
2 Qual è lo scopo dell’introduzione?
3 Come descrivere una tesi in due paginette di introduzione?
4 Introduzione: tutti gli ingredienti
5 Quale stile devo usare per l’introduzione?
6 Come posso concludere l’introduzione della tesi?
Qual è il momento giusto per scrivere l’introduzione?
La prima cosa da fare per capire come si scrive l’introduzione della tua tesi è rispondere a questa domanda: l’elaborato l’hai già scritto o sei ancora alle prime battute? Ti sembrerà assurdo, ma anche se l’intro comparirà all’inizio del tuo lavoro, in realtà puoi scriverla davvero bene solo a lavoro ultimato. Quindi, se non l’hai ancora fatto, porta a termine il tuo articolo, la tua relazione o la tua tesi e poi torna qui.
Qual è lo scopo dell’introduzione?
Ora che hai versato l’ultima goccia di inchiostro, sei davvero pronto per scrivere l’introduzione.
Per cominciare devi focalizzare l’obiettivo dell’introduzione. Qual è il risultato che devi raggiungere con queste poche righe di testo? L’intro è per certi versi la parte più preziosa del tuo lavoro: è la prima cosa che viene letta, la vetrina, deve incuriosire il lettore e lasciare una buona impressione. È un po’ come l’ingresso di casa tua o il tuo look da primo appuntamento. Devi cercare di dare il meglio e di far apparire il lavoro interessante e bello.
Ma questo non basta. Devi anche offrire delle informazioni tecniche per aiutare chi legge a capire cosa aspettarsi dal tuo lavoro. Per intenderci, la commissione di laurea deve capire immediatamente l’argomento che hai trattato e cosa vuoi dimostrare. Se poi deciderai di pubblicare la tua tesi, magari per provare a ricavarci qualche denaro (perché no?), uno studente che legge la tua introduzione dovrà capire subito se il tuo lavoro può essergli utile o meno.
Ricordati però di non esagerare con le parole: il rischio è di essere dispersivo e di annoiare. Ora ti starai chiedendo: ma come faccio ad essere esaustivo in poche righe? Ti mostro subito come si fa.
Come descrivere una tesi in due paginette di introduzione?
Il modo per essere allo stesso tempo sintetico e completo esiste. L’importante è seguire uno schema e cercare di rispettarlo. Tralascia i dettagli e gli aspetti meno importanti del discorso. Concentrati solo sui passaggi fondamentali della tua tesi. Qual è l’argomento che hai scelto? Cosa vuoi dimostrare? Quali studi e autori ti sono stati maggiormente di aiuto? Ti sei occupato anche di una parte più pratica, ad esempio una ricerca sul campo? Se riesci a rispondere in poche righe a tutte queste domande sei a buon punto.
Introduzione: tutti gli ingredienti
Per fare una buona introduzione devi immaginarla come una pietanza. Il tuo lavoro sarà simile alla preparazione di un pasto. Perché venga fuori un bel piatto devi essere sicuro di aver usato tutti gli ingredienti giusti. Ma quali sono?
Il primo ingrediente è l’argomento. Spiega sinteticamente di cosa ti sei occupato nella relazione, nell’articolo o nella tesi, da quali premesse sei partito e cosa vuoi dimostrare. Ora aggiungi un pizzico di te. Per quale motivo hai scelto proprio quel tema e non un altro? Questo darà sapore al tuo lavoro e servirà a renderlo più accattivante. Ora aggiungi un ingrediente fondamentale: il tuo metodo. Quali strumenti hai usato per raggiungere l’obiettivo? Hai consultato prevalentemente fonti italiane o hai dovuto tradurre fonti straniere? Ti sei basato di più su studi teorici o empirici? Una volta data la risposta a tutte queste domande, è giunto il momento di spostarti su un altro tavolo da lavoro e creare la tua crema. Qui scriverai come hai strutturato la tua tesi. Hai suddiviso il testo in sezioni e in capitoli? Quali e quanti? Di cosa parli in ognuno di essi? Rispondi a queste domande e amalgama bene le risposte tra loro.
È finalmente giunto il momento di unire i due composti in un unico invitante piatto, bello a vedersi e buono da mangiare. Ma qual è il collante?
Quale stile devo usare per l’introduzione?
Lo stile è l’ingrediente che ti aiuterà a rendere compatto il tuo testo, ad unire i vari elementi tra loro e a dare la consistenza perfetta alla portata. Innanzitutto, devi scegliere il tuo e usare sempre lo stesso. Vuoi parlare in prima persona o con il plurale? Vuoi usare il futuro o il presente storico? Non esiste una scelta migliore di un’altra. L’importante è ricorrere sempre alla stessa, dall’inizio alla fine e personalizzare la tua creazione.
Come posso concludere l’introduzione della tesi?
Le conclusioni dell’intro sono fondamentali: pensa a loro come al momento in cui esci dalla cucina e servi il tuo piatto in tavola. Cosa vuoi dire ai tuoi ospiti? Sottolinea i punti forti della tua pietanza, cosa contiene e come può arricchire il palato di chi lo assaggia. Pensi di aver dato un compendio esaustivo su una questione teorica complessa? Hai offerto uno sguardo innovativo su una questione antica? Hai aggiunto un pezzo alla ricerca su quel settore? Raccontalo nelle due, tre righe finali dell’introduzione, aggiungendo una spolverata di creatività, che non guasta mai!
Ora goditi il tuo momento perché sei davvero arrivato alla fine di questo lungo percorso. E se vuoi rilassarti prima della laurea fai suonare il campanello e materializzare la tua tesi stampata sull’uscio di casa.
P.S. Sostenitori dell’indice, restate connessi… non è finita qui!
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