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Guida semplice per inserire note e citazioni nella tesi

Guida semplice per inserire note e citazioni nella tesi

Questa settimana il sondaggio sulla nostra pagina Facebook ha visto da una parte la ricerca bibliografica e dall’altra note e citazioni. Il 68% di voi ha scelto queste ultime e quindi eccomi qui puntuale come sempre a soddisfare la vostra curiosità.

L’articolo di oggi ti regala una guida semplice per inserire note e citazioni nella tesi o in qualsiasi altro testo scientifico.

1 Quando devo inserire note e citazioni nella tesi?
2 Citazioni: cosa sono?
   2.1 citazioni dirette e indirette

   2.2 come vanno formattate le citazioni?
3 Note: cosa sono?
   3.1 note a piè di pagina o nel testo

4 Quali frasi necessitano della nota?
5 Come si inseriscono le note a piè di pagina?
   5.1 Come scrivo tutti i dati della fonte in nota?

1 Quando devo inserire note e citazioni nella tesi?

Se sei alle prese con la tua tesi o con un articolo scientifico, è fondamentale capire il momento giusto per dedicarti anima e corpo alle citazioni e alle note.

Hai già scritto tutto il documento senza occuparti mai di questi aspetti? Hai combinato un bel guaio! Non riuscirai più a ricordare se una frase l’hai copiata parola per parola né quali sono le fonti da cui hai preso spunto. Quale autore afferma ciò che hai riportato nella tua tesi e in quale sua opera? Mettere a posto una tesi scritta così richiede davvero un miracolo di Natale (TOUCH è in grado di fare anche questo).

Se invece stai iniziando a scrivere adesso, ti spiego come partire da subito con il piede giusto. Cerca e reperisci tutto il materiale bibliografico (ho già dedicato ben due articoli a questi aspetti, corri a leggerli), fai una prima bozza di indice e inizia la stesura della tua tesi di laurea o del tuo articolo di lavoro.

2 Citazioni: cosa sono?

Già, cosa si intende con citazioni? Chiamiamo citazione ogni richiamo della fonte che hai consultato e inserito nella tua tesi. Per la stesura hai consultato decine di libri, in italiano o in lingua (che fatica tradurli tutti!), da cui hai estratto una moltitudine di contenuti per trattare il tuo discorso: ciascuno di essi è a buon diritto una citazione. Di conseguenza possiamo serenamente concludere che buona parte del tuo elaborato sarà una citazione. Si salvano solo le porzioni di testo che sono frutto delle tue considerazioni e solo di quelle. Ma quante volte accade in una tesi compilativa?

2.1 Citazioni dirette o indirette

Le citazioni sono di due tipi: dirette o indirette. Quelle dirette consistono nel riportare fedelmente le parole del testo originario.

Es.: Pica (dal latino gazza, uccello) «è l’ingestione abituale, per almeno un mese, di sostanze non nutrienti e/o considerate non alimentari nella propria cultura» (American Psychiatric Association, 2013).

Si parla invece di citazioni indirette quando procediamo ad una rielaborazione della frase originale. Quindi i concetti rimangono quelli del testo originario, le parole sono nostre.

Es.: Pica (dal latino gazza, uccello), secondo il DSM V, ossia il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell’APA (Associazione Americana Psichiatrica), è un disturbo psicologico che porta chi ne soffre a mangiare abitualmente prodotti privi di proprietà nutritive o comunque non considerati commestibili nel contesto culturale in cui il soggetto è inserito. Perché si configuri il disturbo è essenziale che la condotta si protragga da almeno un mese.

2.2 Come vanno formattate le citazioni?

OK, adesso hai capito bene cosa sono le citazioni e le differenze tra una tipologia e l’altra. Ma come vanno inserite nel tuo testo? Le citazioni richiedono una formattazione diversa, a seconda se sono dirette o indirette. Per muoverti bene, per prima cosa devi leggere attentamente le linee guida della tua facoltà.

Per le citazioni indirette non v’è problema alcuno: seguono le stesse regole di tutta la tesi (stesso font e stesso corpo, stesso rientro, e così via).

Al contrario, usualmente le citazioni dirette seguono regole differenti: il più delle volte quelle più corte di tre righe vengono ricomprese tra virgolette (apice o caporale, volgarmente alte o basse) e quelle più lunghe vengono staccate dal resto del testo andando a capo e prevedendo una spaziatura maggiore dal testo che precede e da quello che segue. Non di rado vedrai questo tipo di citazioni formattate con un rientro da sinistra di 3 o più centimetri, sempre allo scopo di differenziarle dal resto del testo e renderle più visibili.

Se non vuoi rischiare di rimanere vittima dei controlli del software antiplagio ricorda che tutte le citazioni, sia quelle dirette sia quelle indirette, richiedono l’apposizione di una nota (a questo proposito leggi il mio articolo sul plagio). Nel caso in cui avrai riformulato i concetti della fonte, ripeterai l’inserimento della nota alla fine di ogni capoverso. Nel caso in cui riporti parola per parola, è naturale: la nota va inserita appena chiuse le virgolette! Ricorda che in questa seconda circostanza devi specificare anche la pagina precisa da cui hai tratto la tua citazione.

 

3 Note: cosa sono?

Le note sono una parte essenziale del tuo lavoro al fine di presentare un elaborato conforme alla normativa antiplagio e per essere certo di realizzare un documento perfetto nei contenuti e nella forma. Consistono in un approfondimento offerto senza interrompere il discorso o in specifiche di tipo tecnico relative al materiale consultato.

Ma a cosa servono? Puoi utilizzarle per spiegare il significato di un termine particolare o straniero o per approfondire un tema secondario al tuo discorso. La maggior parte delle note però ti serviranno per spiegare al lettore da quale fonte hai tratto i contenuti che riporti nel testo. Quindi nome e cognome dell’autore, titolo dell’opera e tutti i dati salienti della pubblicazione (casa editrice, anno, città). Se la nota fa riferimento ad una citazione diretta, come abbiamo visto, dovrai inserire anche il numero di pagina preciso da cui l’hai tratta.

3.1 Note a piè di pagina o nel testo

È possibile inserire le note in due modi diversi: in fondo alla pagina separate dal resto del testo da una linea orizzontale (le c.d. note a piè di pagina) o all’interno del tuo testo.

Le prime sono raggruppate al fondo della pagina a cui si riferiscono, precedute dal relativo numero che avremo inserito nel testo. Le note nel testo compaiono tra parentesi alla fine della frase a cui si riferiscono.

E non è finita qui. Quelle a piè di pagina sono più complete: contengono autore, anno, titolo, casa editrice e città. Quelle nel testo solitamente hanno solo cognome dell’autore e anno.

Proprio perché incomplete, se opti per l’apposizione delle note nel testo, devi fare molta attenzione: ti consiglio di non cancellare tutti gli altri dati oppure avrai grossi problemi con la bibliografia finale. Appuntati tutto su un altro documento di Word che potrai consultare al momento giusto.

4 Quali frasi necessitano della nota?

Ecco la fatidica domanda! Ti darò una risposta lapidaria: a meno che il tuo testo non sia una produzione poetica o un romanzo frutto dei voli pindarici della tua fantasia più fervida, le note vanno inserite dappertutto.

In testi come tesi (di laurea e non solo) e articoli tecnico-scientifici, la maggior parte dei contenuti sono tratti da assunti di altri autori, opere e ricerche preesistenti. È quindi necessario specificare in nota di quali autori e quali studi si tratta.

Ci sono solo piccole eccezioni. Ad esempio, non va apposta la nota nei connettivi (es. «Ho riscontrato la medesima impostazione anche in altri autori») o nelle riflessioni personali (es. «La mia opinione a riguardo è che…»).

5 Come si inseriscono le note a piè di pagina?

Se vuoi che la tua tesi sia stampabile, evita di inserire manualmente i numeri delle note. Utilizza piuttosto lo specifico comando di Word (anche altri editor, come l’open sorce LibreOffice, hanno strumenti analoghi) per inserire le note automaticamente. Ti spiego passo-passo come fare.

Innanzitutto, individua il punto esatto in cui vuoi inserire la nota (o, meglio, il relativo numeretto) nel tuo testo: se la nota fa riferimento all’intero periodo inseriscila prima del punto finale. Ricordati di collocarla sempre prima dei segni di interpunzione, quindi prima della virgola o del punto.

Se stai utilizzando Word, ora vai sulla barra multifunzione che trovi in cima alla schermata, scegli la tab Riferimenti e clicca su su Inserisci nota. Accanto alla parola che hai scelto comparirà il numero 1. Word numererà progressivamente tutte le note a seguire. Al fondo della pagina verrà richiamato lo stesso numero e accanto potrai scrivere tutti i dati del libro che hai consultato.

5.1 Come scrivo tutti i dati della fonte in nota?

Per sapere l’ordine e lo stile da seguire per ognuno degli elementi della fonte in nota fai riferimento alle linee guida. Ti svelo però delle regole d’oro che è bene conoscere:

  • se la nota fa riferimento a una citazione diretta inserisci il numero di pagina: F. Scianna, Etica e fotogiornalismo, Mondadori Electa, Firenze, 2010, 32
  • se l’opera in questione era già stata riportata in una nota precedente, sarà sufficiente riportare autore, titolo e cit. oppure op.cit. (opera citata): F. Scianna, Etica e fotogiornalismo, op.cit.
  • se fai riferimento alla stessa opera riportata nella nota immediatamente precedente, ma ad una diversa pagina, scrivi Ivi e il numero di pagina: Ivi, p. 33
  • se fai riferimento alla stessa opera riportata nella nota immediatamente precedente ed anche alla stessa pagina scrivi solo Ibidem.

Se segui alla lettera questa miniguida non incorrerai in errori e, soprattutto, non rischierai di essere tacciato di plagio. Quando avrai scritto l’ultima parola potrai finalmente dedicarti all’introduzione e all’indice definitivo.

Buona scrittura!

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